Missioni: 300 giovani e seminaristi a Misano Adriatico. Zappalà: “Osate ragazzi, la vita è una”

(Foto Ilaria De Bonis - Missio)

“Ragazzi non abbiate paura di dire sì e di donarvi: la vita è una, donatela! Questo non significa perderla ma condividerla. Poiché c’è un altro modo di spenderla, la vita”. Ed è quello dell’intensità, del non essere spettatori passivi, “del kayros, il tempo che non è scandito dalle lancette ma dalla pienezza di senso”. Con queste parole Alex Zappalà, animatore missionario e fotoreporter, nel suo intervento al Convegno missionario dei giovani e dei seminaristi della Fondazione Missio in corso a Misano Adriatico (Rimini), ha esortato oltre 300 ragazzi a dare una sterzata decisiva alla propria vita, in ogni tempo personale in cui ci si trovi a vivere. Che sia “il tempo del lutto o della danza”, il tempo per piangere o per ridere, come indicato dal Libro biblico del Qoelet, in ogni caso è un tempo di relazione. “Se tu ci sei o no, la differenza gli altri la sentono, eccome”, ha detto Zappalà ai giovani, spronandoli a sentirsi essenziali e imprescindibili nel mondo. Non esiste anonimato nella vita di ognuno. “Senza quel tuo piccolo sì, tutto cade. Tu sai da che parte della storia stare?”.

Rievocando momenti personali e missionari molto intensi, come l’incontro in Ecuador con una donna che nonostante la sua povertà aveva ben chiaro l’effetto “moltiplicatore della matematica di Dio”, Zappalà è entrato nel dettaglio “della logica della cura reciproca”. Tutto ciò che si vive in condivisione è guadagnato, non perso. Per gli under 30 delle diocesi italiane insieme a Misano Adriatico su invito di Missio Giovani, uscire dal “tempo del fare” e della performance ad ogni costo, per entrare nella dimensione della relazione, è una rivoluzione totale. “Insieme è più bello, osa” è lo sprone di Zappalà e di tutti i relatori che in questi giorni si alternano sul palco. L’incontro prosegue fino a domani, 3 maggio.

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