“Alle donne come Stefania, madri, mogli, amiche, umili, appare il Signore. Per la loro debolezza si commuove, loro primariamente ama. Per questo nel giorno della resurrezione Gesù appare a Maria e la chiama per nome e lei girandosi lo riconosce: è Gesù risorto! Con i segni della passione e della croce, brillante della luce della resurrezione ma è lui! Cristo risorto pronuncia il nome di Maria, si ricorda di lei, torna per lei, per lei e per tutti noi è risorto”. Lo ha affermato mons. Giorgio Ferretti, arcivescovo di Foggia-Bovino, nell’omelia dei funerali di Stefania Rago, vittima di femminicidio. “Allo stesso modo oggi Gesù chiama per nome Stefania. Le sofferenze di ieri sono passate, ora c’è solo il volto di Gesù da contemplare. Un volto così bello, un uomo che ama in modo così grande che viene commozione solo a pensarci”. “Gesù è il maestro di tutti noi: ascoltiamolo. Basta ascoltare noi stessi, le nostre voglie, i nostri desideri, le nostre passioni; basta soffrire per ciò che ci manca e smaniare, sgomitare per possedere; basta uccidere per avere”. Mons. Ferretti ha aggiunto: “Comprendiamo fratelli che solo nel dare c’è felicità, solo nel volere il bene degli altri si è uomini e donne veri, solo nel servire si ha dignità di persone, di figli di Dio”.
Quindi, rivolgendosi ai figli di Stefania – uccisa dal marito – il prelato ha aggiunto: “Cari Jessica e Michael, perdonate se potete e amate. Il perdono disarma e cambia in bene i sentimenti malvagi. Ma il perdono non dona pace solo a chi lo riceve, esso lenisce anche il dolore e pacifica chi lo dona. Cari figli, nella memoria della mamma, perdonate e amate. Mettetevi al servizio del bene, lasciatevi amare dal Signore Gesù e trovate pace. E tu cara Stefania, tra le braccia di Cristo Risorto, dal giardino del cielo, dove non c’è più né sofferenza né lutto, perdonaci e prega un po’ anche per noi”.