Sarà dedicato a “Tessere legami” il convegno che si terrà domani pomeriggio presso il teatro “Mons. Lavaroni” di Artegna. Si tratta del secondo appuntamento che la Chiesa udinese offre per riflettere sul sisma del 1976 e sulla sua eredità per l’oggi. Sarà un pomeriggio aperto a tutti, durante il quale si andrà a indagare lo spirito di comunità del Friuli del 1976 e del 2026, per cogliere i valori di cinquant’anni fa e (ri)scoprirli nei tempi odierni.
“Il convegno di Artegna si inserisce in un tema vivissimo: la rinascita materiale e spirituale delle comunità”, ha spiegato il vicario generale dell’arcidiocesi di Udine, mons. Dino Bressan. “Ricordare il terremoto non significa solo fare memoria di quel tragico evento, ma anche interrogarsi sulle modalità con cui costruire comunità vive, che sanno incontrarsi e discernere il bene comune nel momento dell’assunzione di determinate decisioni. Proprio come accadde all’epoca del post-sisma. La fede, in questo senso, animò i momenti drammatici della caduta e della ricostruzione: ancora oggi è un elemento che aiuta le comunità a saldarsi”.
I legami comunitari – viene sottolineato in un comunicato – si rivelarono decisivi per la tenuta non soltanto delle comunità cristiane, ma dell’intera società: chi era presente in quei tragici giorni ricorda senza difficoltà come all’indomani del sisma sorsero ovunque i comitati di tendopoli, prime espressioni di comunità che volevano far sentire con voce unanime le proprie istanze e richieste. Molte delle oltre ottanta diocesi italiane gemellate con parrocchie friulane terremotate portarono in dono i “centri di comunità”, luoghi per permettere alle persone di riunirsi assieme: il ruolo della Chiesa nella ricostruzione delle comunità, sarà un altro degli elementi al centro dei lavori del convegno.
Dalle 15.30, sul palco del teatro “Lavaroni” si alterneranno voci di varie espressioni ed esperienze: dalla neuropsichiatra Silvana Cremaschi all’ex assessore regionale alla ricostruzione Roberto Dominici, dalla francescana suor Daniela Revelant a mons. Rizieri De Tina, cappellano di Coia e Sammardenchia all’epoca del sisma. Accanto alla memoria, due ulteriori voci tracceranno un arco tra il 1976 e il 2026: mons. Ivan Bettuzzi, delegato episcopale per la Pastorale e per il Progetto diocesano delle collaborazioni pastorali, e la suora salesiana Franca Lapo. Gli interventi saranno moderati da Giovanni Lesa, direttore dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali e vicedirettore de “La Vita cattolica”.