“La pace si va configurando non come appendice etica ma come cuore del Vangelo e conseguente discriminante ermeneutica”. È la tesi che don Giovanni Mazzillo, parroco e teologo, membro ordinario della Pontificia accademia di teologia, ha sostenuto oggi alla tavola rotonda del XIII Forum internazionale della Pontificia accademia di teologia a Roma, sul tema “Dalla fede alla fraternità: la teologia come matrice di una cultura della solidarietà”. Per don Mazzillo, “se la pace è nel nucleo più profondo dell’annuncio cristiano, perché cuore del Vangelo, fino a confondersi con esso, non può essere presentata soltanto come semplice e pur sempre irrinunciabile valore”. La costruzione della pace è dunque “un continuo superamento della soglia del ‘realismo della guerra’ cui fanno riferimento uomini di potere”. Il teologo ha individuato la salvezza come dono di Dio nella pace, richiamando il profeta Geremia: “Io conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo – oracolo del Signore -, progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza”. “La fede coerente e la conseguente riflessione teologica su di essa ha la pace come biblica significanza e storica rilevanza”, ha concluso.