“La relazione fraterna costituisce un contesto di apprendimento esperienziale fondamentale. È proprio nell’incontro quotidiano con il fratello o la sorella che si impara il rispetto dell’altro, la condivisione, la gestione del conflitto, che si acquisiscono le norme e i valori — giustizia, responsabilità, solidarietà, il prendersi cura — che sono fondamento della vita comunitaria”. Lo ha detto Brigida Angeloni, moderatrice della tavola rotonda del convegno “Le relazioni sorelle e fratelli in alcune religioni del Libro sacro”, organizzato ieri dalla Pontificia facoltà di scienze dell’educazione Auxilium di Roma, in occasione della 39ª Giornata della Facoltà. L’appuntamento, previsto come confronto tra le tre tradizioni monoteiste, ha visto l’assenza per motivi personali della studiosa islamica Meryem Akabouch. Per il cristianesimo, Marinella Perroni ha precisato che “il rapporto di fratellanza è espresso e rinsaldato da un unico comandamento, la diakonía, il servizio”, che può diventare una “testimonianza contro”, perché per chi ha aderito al messaggio della resurrezione di Gesù “le cose stanno diversamente fin da subito”. Per l’ebraismo, Elena Lea Bartolini De Angeli ha mostrato i diversi modelli di fratellanza nella Bibbia e nella Torah, che “insistono sull’importanza di una fratellanza autentica — sia di sangue che universale — nel rispetto delle singole identità”. La preside dell’Auxilium, Piera Ruffinatto, ha ricordato che “la riflessione sulle dinamiche relazionali si configura come una priorità ineludibile per la costruzione di una convivenza autenticamente umana”.