Donne e scienza: solo il 16,8% delle under 35 ha una laurea Stem. Golfo (Fond. Bellisario), “ancora troppi stereotipi e barriere culturali. Rompere circolo vizioso”

In occasione della Giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza che ricorre domani, la Fondazione Marisa Bellisario ribadisce il proprio impegno per valorizzare il contributo femminile nella ricerca, nella tecnologia, nella medicina e nelle discipline Stem. Un impegno urgente, considerando che in Italia solo il 16,8% delle donne tra i 25 e i 34 anni ha una laurea Stem, contro il 37% degli uomini: un divario che limita l’accesso delle ragazze ai settori più dinamici e meglio retribuiti, dove il tasso di occupazione sfiora il 90%.
“Purtroppo sussistono ancora troppi stereotipi e barriere culturali – afferma Lella Golfo, presidente della Fondazione – che tengono lontane le ragazze dalle discipline Stem”. Una ricerca commissionata dalla Fondazione rivela che il 56% degli italiani non conosce il termine Stem e quasi il 14% ritiene le donne “biologicamente meno portate”. Per questo la Fondazione, dal 1989, premia le migliori neolaureate e le eccellenze femminili come Fabiola Gianotti, Margherita Hack, Samantha Cristoforetti, Marika Branchesi e Ilaria Capua, perché “valorizzare modelli positivi significa incoraggiare le donne a seguire le proprie aspirazioni”. Accanto al riconoscimento delle eccellenze, la Fondazione sostiene startup e Pmi femminili con Women Value Company e B-Factor, premiando soluzioni innovative dall’IA alla medicina rigenerativa. “La scienza è una forma di potere – conclude Golfo – e oggi è saldamente in mano maschile. Un circolo vizioso che dobbiamo rompere”.

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