Safer Internet Day: Inman Grant all’evento di Telefono Azzurro, “in Australia in un mese disattivati 4.7 milioni di account di under 16”

Mentre in Europa e nel mondo si intensifica il confronto su età minima, verifica dell’identità e responsabilità delle piattaforme digitali, l’Australia è diventata uno dei principali laboratori globali di regolazione della sicurezza online dei bambini e adolescenti. Protagonista della recente evoluzione legislativa che ha portato al blocco dell’accesso alle piattaforme digitali per i minori di 16 anni è Julie Inman Grant, commissaria eSafety del Governo australiano, intervenuta oggi all’evento “Crescere con l’Intelligenza artificiale. Scelte consapevoli in un mondo connesso” organizzato da Telefono Azzurro in occasione del Safer Internet Day.
“Ritengo che questo approccio rappresenti un’esperienza di grande interesse, che avremo modo di approfondire anche nel corso del confronto previsto nel pomeriggio con gli altri Paesi europei coinvolti, all’interno di una cornice in cui l’Europa assume un ruolo centrale e strategico su questi temi”, ha sostenuto Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, circa al provvedimento.
Nel suo intervento Inman Grant ha illustrato l’approccio adottato dall’Australia negli ultimi dieci anni, fondato su tre pilastri operativi: prevenzione attraverso l’educazione digitale, protezione tramite sistemi di segnalazione e rimozione dei contenuti illegali e un intervento sistemico che oggi trova piena espressione in un quadro normativo allineato al Digital Services Act europeo.
“Questo terzo pilastro mancava nel nostro sistema legislativo – ha spiegato – ed è qui che entra in gioco il cambiamento proattivo: la tecnologia corre sempre più veloce delle politiche e noi non possiamo permetterci di restare indietro come regolatori. Per questo abbiamo avviato il programma di future casting nel 2017 e lanciato l’iniziativa Safety by Design nel 2018, che riporta la responsabilità sulle piattaforme stesse: valutare rischi e danni fin dall’inizio, integrando misure di sicurezza sin dalla fase di progettazione, invece di intervenire dopo che il danno è già stato fatto. È importante notare che, la scorsa settimana, eSafety ha pubblicato un rapporto sulla trasparenza che indica come otto delle più grandi aziende tecnologiche del mondo non stessero facendo abbastanza per prevenire gravi reati contro i minori, come adescamento, abuso sessuale ed estorsione sessuale, sulle loro piattaforme. Questa non è una questione di capacità tecnica, ma di volontà aziendale”.
Grant ha rimarcato inoltre che il ritardo nel consentire accesso ai social media agli under 16 ha un carattere protettivo e consente ai bambini e adolescenti di sviluppare capacità di resilienza digitale e di esercitare il proprio pensiero critico.
Con questo provvedimento “10 grandi aziende hanno disattivato oltre 4.7 milioni di account appartenenti a utenti australiani sotto i 16 anni nel primo mese”.
“Ora entriamo nella fase più complessa: garantire che le aziende non consentano l’aggiramento sistemico delle regole. Le linee guida regolatorie chiariscono che le piattaforme sono responsabili di prevenire elusioni tramite Vpn o falsificazione dell’identità; devono fornire strumenti di segnalazione facilmente individuabili per gli account under 16 non intercettati; e devono dimostrare un miglioramento continuo nell’accuratezza delle tecnologie e dei processi adottati”, ha concluso Grant.

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