La Commissione europea ha adottato oggi nuove misure ai sensi del Regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Espr) “per prevenire la distruzione di indumenti, accessori di abbigliamento e calzature invenduti”. Promuovendo il riutilizzo e il riciclaggio, “queste misure – spiega un comunicato – contribuiranno a ridurre gli sprechi, a ridurre il danno ambientale e a creare condizioni di parità per le aziende. Di conseguenza, il settore tessile potrà procedere più rapidamente verso pratiche più circolari e rappresenta un ulteriore passo avanti nella promozione di un’economia circolare in tutta l’Ue”. Nelle intenzioni “le nuove misure aiuteranno le aziende a conformarsi ai requisiti relativi alla distruzione dei prodotti tessili invenduti”. Ogni anno in Europa, si stima che dal 4 al 9% dei prodotti tessili invenduti venga distrutto prima ancora di essere indossato. Questi rifiuti generano circa 5,6 milioni di tonnellate di emissioni di Co2, pari a quasi le emissioni nette totali della Svezia. Il divieto di distruzione si applicherà alle grandi aziende a partire dal 19 luglio 2026, mentre le medie imprese dovrebbero seguire l’esempio a partire da luglio 2030. La commissaria per l’ambiente, Jessika Roswall (nella foto), ha dichiarato: “Il settore tessile è all’avanguardia nella transizione verso la sostenibilità, ma permangono ancora delle sfide. I numeri relativi ai rifiuti dimostrano la necessità di agire. Con queste nuove misure, il settore tessile sarà in grado di orientarsi verso pratiche sostenibili e circolari”.