Omicidio di Zoe Trinchero: mons. Testore (Acqui), “seguiva un cammino verso il battesimo”. “Investire nell’educazione all’affettività”

(Foto ANSA/SIR)

“Studiava, lavorava e stava vivendo un percorso di ricerca personale e di fede”. Mons. Luigi Testore, vescovo di Acqui, interviene al Sir sull’omicidio di Zoe Trinchero, la diciassettenne uccisa nella notte tra il 6 e il 7 febbraio a Nizza Monferrato, in provincia di Asti. La giovane, che studiava e lavorava presso un bar della stazione, era catecumena e seguita da un sacerdote della diocesi nel cammino verso il battesimo. Per l’omicidio è stato fermato un giovane di 20 anni. “Dal sacerdote che la accompagnava nel cammino di catecumenato emerge il profilo di una giovane impegnata nello studio e nel lavoro, con una vita attiva e articolata”, spiega il presule, precisando che “stava maturando un interesse autentico per la fede e aveva intrapreso un itinerario verso il battesimo, seguito con continuità”. “È una vicenda che ha colpito profondamente la comunità”, afferma mons. Testore, sottolineando che “come Chiesa sentiamo la responsabilità di restare accanto alle famiglie coinvolte, consapevoli che in situazioni come questa le parole sono spesso insufficienti e che la prossimità passa anzitutto dall’ascolto”. Il vescovo richiama alla “necessità, oggi, di investire con maggiore decisione nell’educazione all’affettività e nel rispetto dell’altro, soprattutto tra i giovani”, percorsi “essenziali che il sistema scolastico fatica ancora ad assumere in modo strutturato”. “Dobbiamo interrogarci su quali percorsi di educazione all’affettività e al rispetto dell’altro siamo in grado di proporre ai giovani”, conclude.

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