“Più di 1 studente su 5 di 10 anni in 26 Paesi su 32 non è in grado di distinguere se un sito web sia affidabile o meno”. Lo ricorda oggi l’Unicef, alla vigilia del Safer Internet Day (10 febbraio), riportando dati del 2021-2022, tratti dal “Report Card 19 – Il benessere di bambine, bambini e adolescenti in un mondo imprevedibile (2025)” di Unicef Innocenti.
Per il 2026 l’Unicef dedica la giornata al tema “Smart tech, safe choises: exploring the safe and responsible use of AI” (“Tecnologia intelligente, scelte sicure: esplorare l’uso sicuro e responsabile dell’IA”) perché la tecnologia, se usata con attenzione e ponderazione, può essere di supporto ai bambini.
In Italia i dati (tratti da Unicef Innocenti, “Childhood in a Digital World”, 2025) indicano che tra i bambini e gli adolescenti tra i 9 e i 16 anni: “Il 9,5% non possiede competenze nel cambiare le impostazioni della privacy; il 9,2% non possiede competenze nello scegliere le migliori parole chiave per ricerche; l’11,9% non possiede competenze nel rimuovere persone dalla lista dei contatti; il 18,9% non possiede competenze nel creare contenuti (musica o video)”.
Anche la percezione dell’Intelligenza artificiale tra i giovani evidenzia forti divari. Secondo un sondaggio condotto attraverso la piattaforma digitale U-Report, a livello internazionale su un campione di 61.400 partecipanti, “il 18% ritiene di avere familiarità con i sistemi di IA, il 22% in maniera moderata, il 25% parzialmente e il 35% quasi per nulla. Inoltre, su 57.670 partecipanti il 45% sente di avere le skill necessarie per lavorare con l’IA, il 20% ritiene di non averle e il 35% non si sente sicuro nell’usarle”.
L’Unicef ha recentemente lanciato un allarme sul rapido aumento del volume di immagini sessualizzate generate dall’Intelligenza Artificiale che circolano, compresi casi in cui fotografie di bambini sono state manipolate e sessualizzate. In uno studio condotto da Unicef, Ecpat e Interpol in 11 Paesi, almeno 1,2 milioni di bambini hanno rivelato che le loro immagini sono state manipolate in deepfake sessualmente espliciti nell’ultimo anno. In alcuni paesi, ciò rappresenta 1 bambino su 25, l’equivalente di un bambino in una classe tipica. In alcuni dei paesi oggetto dello studio, fino a due terzi dei bambini hanno dichiarato di temere che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata per creare false immagini o video a sfondo sessuale.
“In un mondo in cui l’intelligenza artificiale è sempre più presente nella vita quotidiana di bambini e adolescenti, è fondamentale accompagnarli nello sviluppo di competenze digitali, spirito critico e consapevolezza – dichiara Nicola Graziano, presidente dell’Unicef Italia –. I dati ci dicono che troppi bambini faticano ancora a riconoscere fonti affidabili e a orientarsi online in modo sicuro. Per questo è necessario un impegno condiviso tra famiglie, scuole, istituzioni e aziende per costruire ambienti digitali che tutelino i diritti dei bambini e ne promuovano il benessere, oggi e in futuro, garantendo il loro ascolto e loro partecipazione. La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia fornisce una bussola certa, grazie al Commento generale n.25 del Comitato Onu dedicato ai diritti dei minorenni in relazione all’ambiente digitale”.