“In molti ambienti constatiamo processi avanzati di secolarizzazione, una crescente polarizzazione nel discorso pubblico e la tendenza a ridurre la complessità della persona umana, interpretandola attraverso ideologie o categorie parziali e insufficienti”. A denunciarlo è il Papa, nella lettera in spagnolo inviata al presbiterio dell’arcidiocesi di Madrid, in occasione dell’assemblea presbiterale “Convivium”, in corso oggi e domani. “In questo contesto, la fede corre il rischio di essere strumentalizzata, banalizzata o relegata all’ambito dell’irrilevante, mentre si consolidano forme di convivenza che prescindono da ogni riferimento trascendente”, il grido d’allarme di Leone XIV, che mette l’accento su “un profondo cambiamento culturale che non può essere ignorato: la progressiva scomparsa di riferimenti comuni”. “Per lungo tempo, il seme cristiano ha trovato una terra in buona parte pronta, perché il linguaggio morale, le grandi domande sul senso della vita e alcune nozioni fondamentali erano, almeno in parte, condivise”, l’analisi del Papa, secondo il quale “oggi quel substrato comune si è notevolmente indebolito”. “Nel cuore di non poche persone, specialmente dei giovani, oggi si apre un nuovo turbamento”, sostiene Leone: “L’assolutizzazione del benessere non ha portato la felicità attesa; una libertà disgiunta dalla verità non ha generato la pienezza promessa; e il progresso materiale, da solo, non è riuscito a colmare il profondo desiderio del cuore umano”. Questo perché “le proposte dominanti, lungi dall’offrire una risposta sufficiente, hanno spesso lasciato una maggiore sensazione di saturazione e vuoto”.