Ordinariato militare: Borca di Cadore, celebrata messa di affidamento per l’inizio dei Giochi Olimpici Invernali

(Foto Omi)

Nel pomeriggio di ieri, presso la Chiesa di Nostra Signora del Cadore, all’interno dell’ex Villaggio Eni di Borca di Cadore, è stata celebrata la messa di affidamento in occasione dell’avvio dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. La celebrazione, presieduta dal cappellano militare don Fabio Zanin, assistente spirituale della Joint Task Force Olimpica della Difesa, ha rappresentato “un momento di raccoglimento e di preghiera all’inizio di un periodo particolarmente intenso di servizio”. Erano presenti rappresentanti dell’Associazione nazionale alpini, elementi della Joint Task Force Olimpica e numerosi volontari impegnati, o in procinto di esserlo, nelle diverse sedi operative delle Olimpiadi. “In un contesto segnato dalle difficoltà tipiche dell’ambiente montano invernale – dalle condizioni meteorologiche alla complessità organizzativa di un evento di portata internazionale – la messa ha voluto richiamare anzitutto la necessità di un fondamento spirituale. L’affidamento a Dio – ha detto don Zanin – diventa così sostegno concreto per affrontare le responsabilità quotidiane con equilibrio, dedizione e attenzione alla persona. Durante l’omelia il cappellano, facendo riferimento al Vangelo del giorno che narra l’invio dei discepoli “a due a due”, ha offerto una chiave di lettura pastorale: “il servizio non è mai un cammino solitario, ma un’esperienza condivisa, vissuta nella corresponsabilità e nella fraternità. È nella comunione, prima ancora che nell’organizzazione, che si trova la forza per affrontare le sfide e superare le inevitabili difficoltà”. La messa ha voluto essere soprattutto un tempo di silenzio, ascolto e interiorità, nel quale riconoscere che “accanto alla preparazione tecnica e professionale è indispensabile custodire la dimensione umana e spirituale del servizio. Un richiamo a prendersi cura non solo dei compiti assegnati, ma anche delle relazioni, dei luoghi e delle comunità che accoglieranno i Giochi. Con questa celebrazione si apre dunque un cammino che accompagna il lavoro operativo con la preghiera e l’affidamento, nella consapevolezza che ogni servizio autentico trova la sua pienezza quando è vissuto come dono, responsabilità condivisa e attenzione reciproca”.

 

 

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