Olimpiadi Milano-Cortina: Save the Children, Hiba tedofora per la pace che incarna i valori più alti della Fiamma Olimpica

(credits: Gianfranco Ferraro per Save the Children

Save the Children è presente a Milano-Cortina 2026 con una tedofora che incarna i valori più alti della Fiamma Olimpica: la resilienza, l’inclusione, la pace. Si chiama Hibatallah Najid (detta Hiba), arrivata in Italia all’età di nove anni e cresciuta al Punto Luce Giambellino di Milano di Save the Children. I Punti Luce di Save the Children, presenti in 20 città italiane di 15 regioni, sono spazi ad alta intensità educativa che sorgono in quartieri svantaggiati e privi di servizi e offrono gratuitamente ai bambini, alle bambine e agli adolescenti un ambiente educativo ricco di opportunità. Hiba, 21 anni, di origine marocchina, è arrivata in Italia da bambina. Oggi gioca a calcio e allena i bambini, studia Scienze politiche all’Università Cattolica di Milano e sostiene altre donne nel loro percorso di empowerment. Hiba ha animato oggi il viaggio della Fiamma di Milano-Cortina 2026 come tedofora per la pace per Save the Children in Viale Beatrice d’Este nel percorso che prosegue fino allo stadio “Giuseppe Meazza” di Milano dove stasera si terrà la cerimonia di apertura della manifestazione. “Oggi, nel tratto di strada che ho percorso con la Fiamma Olimpica in mano, ho portato con me tutte le bambine, i bambini e i giovani che hanno bisogno di un’opportunità per scoprire semplicemente quello che possono diventare”. Portare la torcia olimpica per Hiba significa dare voce a questa trasformazione. “Per me è una grande emozione essere qui oggi e dimostrare che, se qualcuno ha fiducia in te, puoi imparare anche a credere in te stessa e a diventare luce per gli altri”. Come tedofora per la pace per Save the Children, Hiba vuole rappresentare i valori dell’inclusione, della resilienza e della responsabilità. “La resilienza perché ho imparato a non arrendermi anche quando tutto sembrava difficile: la lingua italiana, la scuola, il calcio dove ero l’unica ragazza in una squadra maschile. L’inclusione perché so cosa significa sentirsi fuori posto e quanto sia importante creare spazi dove tutti possano sentirsi accolti, come è successo a me al Punto Luce di Save the Children”.

 

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