“Nessuno ne parla”: è “l’amara constatazione sollevata da alcune comunità delle regioni del Sud Italia colpite nelle scorse settimane dal ciclone Harry, che ha spazzato via case, attività economiche, centinaia di metri di costa, risorse, quotidianità”. Silvia Sinibaldi, vicedirettrice di Caritas Italiana, sottolinea che “questa dichiarazione di abbandono non può che generare una ferita profonda, che invita all’azione immediata”. Secondo le Nazioni Unite, “in questo 2026 sono circa 239 milioni le persone che avrebbero bisogno di essere sostenute con aiuti umanitari”. Le proiezioni indicano che “se gli impegni presi verranno rispettati, allora 87 milioni di queste verranno raggiunte con priorità nel corso dell’anno”. Sudan, con 33 milioni di persone in disperato bisogno, Yemen con 23 milioni e Afghanistan con 22 milioni “sono i Paesi da cui proviene il grido più forte”. Sinibaldi denuncia: “Negli ultimi anni, il diritto internazionale umanitario non è solo passato di moda, è stato violato e bistrattato in nome di delicati equilibri geopolitici, trovandosi ora ad un punto di svolta”. “Le Convenzioni di Ginevra condannano l’uccisione di civili, mentre negli ultimi due anni sono oltre 100mila le vittime civili di conflitto armato, ogni anno”, conclude.