Solidarietà: Ansmi, 140 anni di storia con opere in vari paesi del mondo

Foto Ansmi

Celebra 140 anni di vita l’Associazione nazionale per soccorrere i missionari italiani (Ansmi). Un traguardo che affonda le radici nell’attività dell’egittologo Ernesto Schiaparelli. Alla fine dell’Ottocento si trovava a Luxor, ospite dei francescani. Rimase profondamente colpito dalla povertà e dalla precarietà delle missioni italiane in Egitto. Da quella esperienza maturò l’idea di mobilitare in Italia un sostegno stabile e organizzato per aiutare i religiosi impegnati nei paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente. La situazione era resa ancora più complessa dalla crisi degli ordini religiosi in patria, privati di conventi e risorse dopo le politiche statali post-unitarie. Schiaparelli comprese che in quei contesti la presenza cristiana poteva poggiare solo sulle opere: scuole, ospedali, servizi rivolti alla popolazione. Tornato in Italia, si mise subito all’opera e nel gennaio 1886 nacque un comitato provvisorio che, pochi mesi dopo, avrebbe dato vita ufficialmente all’Associazione che sin dalle origini dovette affrontare difficoltà diplomatiche: non era un ente ecclesiastico, ma neppure governativo, e operava in territori sensibili. Schiaparelli riuscì però a far crescere l’Associazione sfruttando anche i mutamenti politici del tempo, ottenendo sostegni e agevolazioni per le missioni. Già nel 1888 erano attive scuole e asili in Eritrea ed Egitto e si distribuivano aiuti ai missionari italiani presenti in Libano, Siria, Turchia, Tunisia, Albania e altre aree del Mediterraneo. Nel corso dei decenni l’Associazione accompagnò anche le grandi ondate migratorie, sostenendo gli italiani all’estero attraverso ospedali, orfanotrofi, scuole e case di accoglienza. Alla morte di Schiaparelli, nel 1928, le opere erano più di duecento in una trentina di paesi, dalla Cina al Nord Africa. La Seconda guerra mondiale e i successivi rivolgimenti politici nei paesi mediterranei colpirono duramente questo patrimonio: molte strutture furono chiuse o requisite. Tuttavia alcune opere rimasero attive grazie alla stima delle popolazioni locali e alla dedizione del personale religioso e laico. Fra queste gli ospedali italiani di Amman, Kerak e Damasco, nonché le scuole di Assiut, El Fayum e Luxor. Nel dopoguerra e fino agli anni più recenti sono nate nuove presenze, dall’opera di Tabga ai centri in Albania. Tutte condividono la stessa missione: offrire servizi sanitari ed educativi ai più poveri, indipendentemente dalla loro fede, e sostenere le minoranze cristiane in contesti difficili. Oggi, dopo 140 anni, l’Ansmi continua a rappresentare “una presenza vitale, ma affronta sfide economiche che richiedono il sostegno di chi crede nel valore di queste opere, nate dall’intuizione e dalla visione di Ernesto Schiaparelli”, ci dice il presidente Alessandro Leone che nelle prossime settimane visiterà alcune scuole e ospedali supportati dall’Ansmi.

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