“Ascolta: il corpo ti parla, il tuo corpo parla a chi ti incontra. Non ridurre il corpo a una macchina da sfruttare, non ridurre il corpo a un meccanismo complicato che ogni tanto deve essere aggiustato, non ridurre il corpo tuo e altrui a un oggetto da desiderare, non ridurre il corpo a una prigione di cui liberarsi, a un’apparenza di cui vergognarsi”. Così l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, nell’omelia della messa per l’accoglienza della croce degli sportivi “For each other”, celebrata oggi nella Basilica di San Babila. “In queste settimane i Giochi olimpici e paralimpici saranno una specie di festival del corpo”, ha proseguito il presule, sottolineando che gli atleti “potranno istruire la città e tutti coloro che sanno ascoltare”. Lo sport, per mons. Delpini, è “una scuola di ascesi, di morale, di umanità, di vita, di audacia e di fantasia”. Riferendosi alla croce degli sportivi, l’arcivescovo ha spiegato: “Il corpo di Cristo, crocifisso per amore, è l’apertura per andare oltre e accogliere il mistero”. La croce rimarrà nella basilica per i giorni delle Olimpiadi e Paralimpiadi: “Se volete sapere che cos’è l’amore, guardate a Gesù, adorate il corpo crocifisso e risorto”.