“Carlo Mazzacurati è stato il mio maestro. Mi commuovo sempre quando parlo di lui. Sapeva raccontare la provincia, e quel cinema io l’ho amato molto, sarà che vengo dalla dimensione operaia. In questo film c’è sì la stessa umanità”. Così Antonio Albanese presentando il suo nuovo film “Lavoreremo da grandi”, interpretato insieme a Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese e Niccolò Ferrero. Una produzione Palomar e Piper Film, dal 5 febbraio in 300 sale. “Mentre giravo ‘Cento domeniche’ – ha aggiunto – ho avuto l’idea di un film comico. Desideravo trovare linee di comicità diverse, non scontate. Volevo mostrare una umanità un po’ rassegnata e al tempo stesso punk”. E ancora: “Sono contento per il film di Checco [Zalone]. Con un simile successo meriterebbe un busto in una sala del Quirinale: ha sostenuto gli esercenti italiani”.
Il produttore Carlo Degli Esposti (Palomar) ha dichiarato: “Un momento di grande lucidità e potenza del cinema italiano, che ha dimostrato quanto si possa crescere nonostante l’aura negativa. Quarant’anni fa incontrai Antonio in un contest comico e ne rimasi folgorato. Con lui mai niente è scontato! Alle spalle ha teatro, studio e sperimentazione. Riempie di entusiasmo me e tutta la Palomar”. In linea il coproduttore Massimiliano Orfei (PiperFilm): “Il cinema italiano ha numeri mai visti. Un momento di massimo splendore che però si coniuga con una grande sottovalutazione dell’industria da parte del suo regolatore”. Infine, ha chiosato Nicola Rignanese: “Lavorare con Antonio è come girare film dei fratelli Coen o Aki Kaurismäki”.