Il Consiglio universitario dell’Università cattolica Andrés Bello (Ucab), con sede a Caracas, ha riflettuto sull’attuale situazione del Paese negli ambiti economico, politico, sociale e istituzionale, ispirandosi, come sottolineato, al recente appello di papa Leone XIV a intraprendere in Venezuela cammini di giustizia e pace. L’ateneo, gestito dalla Compagnia di Gesù, insiste sulla “necessità di costruire un futuro di stabilità e concordia, con speciale attenzione ai più poveri, che sono coloro che soffrono maggiormente per l’attuale situazione economica del Paese”. Inoltre, si ricorda che la dignità umana è sacra e inviolabile. In questo quadro, e si rivolge un appello urgente affinché in Venezuela “prevalgano la pace, i valori democratici, la giustizia sociale e la riconciliazione”, il Consiglio chiede alle autorità nazionali e ai corpi di sicurezza “il ripristino dello Stato di diritto e la vigenza effettiva della Costituzione”. Il Consiglio universitario sollecita, inoltre, l’inizio di un “processo di rispetto per le Istituzioni e democratizzazione del Paese”, attraverso l’adozione di misure nate dal consenso dei più ampi settori politici e sociali. E richiede “la protezione dei diritti alla libertà personale, alla libertà di espressione e all’integrità fisica di tutti i cittadini senza distinzione di pensiero politico, nonché l’adempimento dei trattati internazionali in materia di diritti civili e politici”. Viene, inoltre, chiesta “l’osservanza del giusto processo e della trasparenza istituzionale in ognuna delle azioni giudiziarie e amministrative in corso”. L’Ucab avverte, infine, che “l’esistenza di persone private della libertà per motivi politici o per l’esercizio dei propri diritti fondamentali rappresenta un ostacolo insormontabile per la pace sociale”. Per la prima volta, inoltre, da molto tempo a questa parte, si torna a risentire, nel Paese, la voce degli studenti, in questo caso dell’Università Centrale del Venezuela (Ucv), che, nonostante il grande spiegamento di sicurezza, hanno pubblicamente chiesto alla presidente, Delcy Rodríguez, nel corso di una sua visita al campus universitario, la liberazione di tutti i detenuti politici.