Università cattolica: Garattini, “il Sistema sanitario nazionale un bene prezioso da preservare”

A tenere la prima prolusione per l’inaugurazione dell’Anno accademico 2025-26 dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Roma, è stato il prof. Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”. Il farmacologo, oncologo e ricercatore, definendo anzitutto “il Sistema sanitario nazionale un bene prezioso da preservare”, ha parlato di una autentica “rivoluzione culturale”, da condurre in uno scenario sociale e demografico in cui “la durata di vita si è allungata, indubbiamente, facendoci fare passi avanti e portandoci tra le migliori popolazioni del mondo: tuttavia ci interessa di più la qualità della vita stessa, che invece ci fa scendere al 15° posto nel ranking internazionale. Il Ssn ci aiuta a prolungare la durata di vita, ma dobbiamo chiederci come aumentare la durata di una vita sana”. Sottolineando “i progressi messi in campo a partire dalla ricerca, con farmaci e interventi chirurgici migliori”, citando casi pratici Garattini ha tuttavia tratteggiato come “le cure siano diventate la principale preoccupazione, generando la medicina come un grande mercato, da cui dipende tutto ciò che possiamo avere. E il mercato non è mai destinato a diminuire, bensì ad aumentare”. Un riferimento, poi, all’introduzione di nuovi farmaci “di cui si conoscono magari i tre elementi previsti dalla legislazione per essere approvati – qualità, efficacia e sicurezza -, ma non l’attività innovativa rispetto ai farmaci già a disposizione. Occorre maggiore informazione e occorrono confronti, che di certo possono risultare scomodi per le aziende farmaceutiche. È così che il mercato domina, diminuendo i livelli di normalità delle patologie. Il paziente, però, non può ‘giocare alla lotteria’ assumendo farmaci e ha diritto di sapere quale è la probabilità di vantaggio”, senza dimenticare in particolare i più piccoli, i bambini, che sono ”organismi con un metabolismo in continua evoluzione”, spostando l’attenzione principalmente “sulla prevenzione con comportamenti adeguati per prevenire malattie che non piovono certo dal cielo”. Infine, da parte dell’esperto un appello ai giovani studenti per cambiare la rotta: “Voi avete il dovere di cambiare questa situazione: dovete documentarvi, siate soggetti attivi nelle Università e spingete i vostri docenti a fornirvi tutte le informazioni indipendenti”.

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