Femminicidio Anguillara: Cantelmi, “sostenere i nonni” per aiutarli a “salvare la vita del nipote” e interrogarsi “sull’aumento della crudeltà nelle relazioni”

(Foto ANSA/SIR)

Davide, il bimbo di dieci anni rimasto orfano dopo l’uccisione della mamma da parte del padre ad Anguillara, e il suicidio dei nonni paterni, è stato affidato ai nonni materni, figure che possono offrirgli continuità affettiva e legami più semplici da ricostruire. Tuttavia, avverte in questa intervista al Sir lo psichiatra Tonino Cantelmi, anche loro portano un dolore immenso: la perdita di una figlia è “sconvolgente” e richiede un supporto professionale dedicato. Fondamentale che ricevano “un sostegno personale significativo, capace di stimolarli verso un obiettivo: salvare la vita del nipote”; un compito che può dare senso anche alla loro stessa esistenza.
Una famiglia ferita può diventare una famiglia che cura? Sì, ma solo con un aiuto adeguato: servono sostegno psicologico, una rete amicale solida e un contesto sociale “non giudicante e compassionevole”. La guarigione, spiega lo specialista, “non significa cancellare il dolore, ma imparare a entrarci in relazione senza esserne travolti”. È possibile, ma richiede tempo e una rete affettiva stabile. La resilienza nasce infatti da relazioni “benevole, solide, affettuose e compassionevoli”.
Il caso di Davide riporta l’attenzione sugli “orfani due volte”, bambini che perdono un genitore e non possono più considerare l’altro come tale a causa della violenza subita. Il loro numero è in aumento e, secondo Cantelmi, l’Italia deve investire in servizi specializzati e, quando necessario, in strutture di accoglienza capaci di offrire contesti protetti e nuovi punti di riferimento.
Da tragedie come questa, conclude lo psichiatra, la società dovrebbe imparare a interrogarsi sull’aumento della crudeltà nelle relazioni. L’equilibrio tra umano e disumano “si sta incrinando”, favorendo processi di disumanizzazione che “trasformano l’altro in un oggetto”. Ricostruire comunità basate su relazioni buone, fiduciose e non disumanizzanti, conclude , è oggi una necessità urgente.

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