Carceri: card. Zuppi, sì alla proposta di “indulto differito”

“Alle immagini delle armi, manuali o supertecnologiche che siano, che continuano a provocare morte e distruzione, si contrappongono le Porte sante, che hanno visto il passaggio di milioni di pellegrini a Roma e nel mondo”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, aprendo il Consiglio permanente dei vescovi italiani, in corso a Roma fino al 28 gennaio. “Una Porta è stata aperta anche nella casa circondariale di Rebibbia, simbolo delle tante soglie da attraversare, dando visibilità a quei dimenticati di cui la Chiesa vuole invece continuare a prendersi cura”, ha ricordato Zuppi: “Per loro non smettiamo di chiedere dignità, opportunità, speranza e itinerari che la rendano reale, uniche vie per garantire alla collettività la sicurezza auspicata; anche perché, non garantendo dignità e redenzione, chi perde è lo Stato stesso”. “Per questo, guardiamo con interesse alla proposta di indulto differito maturata da un gruppo di lavoro in seno al Giubileo dei detenuti, così come a tutte le iniziative finalizzate al reinserimento sociale delle persone che escono dal carcere”, ha affermato il presiedente della Cei: “Apriamo le porte dei nostri cuori e le porte delle nostre comunità!”.

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