Nel 70% delle aziende editoriali italiane le donne ricoprono ruoli apicali o di coordinamento, senza differenze significative tra piccole e grandi imprese. È il dato più rilevante della seconda edizione della “Mappa delle professioni in editoria”, realizzata per il Salone internazionale del Libro di Torino in collaborazione con i Master in Editoria dell’Università Cattolica e con l’Alta scuola in media, comunicazione e spettacolo (Almed). Dall’indagine, che ha coinvolto oltre 500 aziende, emerge un settore in evoluzione: la creatività si conferma la soft skill strategica per il 67% delle imprese, seguita dalla visione d’insieme (65%) e dalla capacità di lavorare in team (51%). Marketing e marketing digitale risultano le aree più rilevanti per affrontare le sfide future (68%), mentre il 62% delle aziende segnala la necessità di progettare contenuti innovativi capaci di intercettare nuovi pubblici. L’82% delle imprese editoriali prevede l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei prossimi tre anni, in particolare nelle attività di produzione e nell’analisi di mercato. Lo smart working è adottato dall’85% delle aziende. Il recruiting resta prevalentemente informale: oltre il 50% delle selezioni avviene tramite autocandidature, contatti pregressi e passaparola.