Si è svolto nel pomeriggio di sabato 24 gennaio, nel salone degli stemmi del palazzo arcivescovile di Melfi, l’incontro “Comunicare la speranza”, promosso dall’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi) di Basilicata in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti e dei comunicatori.
Ad aprire i lavori è stata la neopresidente dell’Ucsi di Basilicata, Lucia Nardiello, che ha sottolineato come la speranza rappresenti una sfida radicale che giornalisti e comunicatori sono chiamati ad assumere come vero e proprio “metodo di lavoro”, per cogliere la complessità della realtà e far emergere storie positive di prossimità e di cura.
Sono seguiti gli interventi di direttori e responsabili delle testate e degli uffici di comunicazione diocesani della regione, che hanno offerto uno spaccato ricco e articolato delle esperienze lucane.
Domenico Infante, direttore responsabile di Logos, ha illustrato come, con la transizione al digitale, il web magazine della diocesi di Matera-Irsina sia divenuto uno strumento di animazione sociale.
Vito Sacco, redattore di Fermenti, ha ricordato come il quindicinale cartaceo della diocesi di Tricarico (pubblicato dal 1986 al 2019) abbia svolto un ruolo fondamentale nel collegare comunità geograficamente disperse, risultando particolarmente apprezzato dai lettori più anziani.
Per la diocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, Giovanni Rosa, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali, ha evidenziato i vantaggi derivanti dall’utilizzo delle piattaforme social, sia per la comunicazione interna sia per quella esterna alla comunità ecclesiale.
Piera Di Lorenzo, direttrice editoriale del giornale La Parola, ha raccontato l’esperienza del periodico della diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, riorganizzato attorno ai cinque ambiti della vita pastorale e attento a tematiche ampie, dal lavoro alla sanità, dall’educazione alle politiche sociali, con rubriche dedicate anche ai minori e ai movimenti ecclesiali.
Al centro della serata c’è stata la conversazione con il giornalista Mario Prignano, caporedattore centrale del Tg1 e saggista, che ha offerto un’ampia riflessione sul giornalismo nell’era digitale e sull’impatto dell’intelligenza artificiale: uno strumento potente, ha sottolineato, che va governato senza perdere di vista l’unicità e la dignità della persona umana.
Alla domanda sul ruolo del giornalista oggi, Prignano ha evidenziato come la missione del comunicatore sia quella di tendere alla verità, pur nella consapevolezza che essa non può essere raccontata in modo esaustivo e che occorre suscitare nei lettori curiosità e desiderio di approfondimento.
Nel corso del dibattito è emersa anche la necessità di promuovere una diffusa alfabetizzazione digitale, in particolare nell’uso dei social network.
Le conclusioni sono state affidate a mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa e delegato Ceb per le comunicazioni sociali, che ha sottolineato come una comunicazione libera e orientata al servizio della verità contribuisca a far crescere la comunità, creando relazioni e educando al pensiero critico.
Dopo aver ringraziato l’Ucsi di Basilicata per il cammino intrapreso negli ultimi quattro anni, mons. Fanelli ha invitato i giornalisti a “non cedere né alle lusinghe né alle minacce”, mantenendo uno sguardo profetico sulla realtà del territorio, ancorato alla coscienza, alla libertà e alla responsabilità personale.