Domenica della Parola: Concordia-Pordenone, istituiti ieri sei nuovi lettori da mons. Pellegrini

Nel duomo di Santa Maria Maggiore a Cordenons, nel pomeriggio di ieri, la comunità diocesana di Concordia-Pordenone si è ritrovata per celebrare la Domenica della Parola di Dio giunta quest’anno alla sua settima edizione. Nel corso della celebrazione eucaristica, presieduta dal vescovo, mons. Giuseppe Pellegrini, sei giovani del Seminario diocesano – Gianfranco, Oscar, Michael, Cristian, Osvaldo e Josè – sono stati istituiti nel ministero del Lettorato. Al centro dell’omelia, il richiamo all’invito dell’apostolo Paolo: “La Parola di Cristo abiti tra voi”. Non un semplice incoraggiamento morale, ma un vero stile di vita, come ha sottolineato il vescovo, che nasce dall’ascolto e dall’accoglienza della Parola capace di plasmare pensieri, scelte e relazioni. “Ogni rinnovamento personale e comunitario – ha ricordato – nasce dall’ascolto docile della Parola di Dio”. Commentando il Vangelo dell’inizio del ministero pubblico di Gesù in Galilea, mons. Pellegrini ha evidenziato come Cristo scelga di abitare la quotidianità della gente, lontano dai luoghi del potere, per portare luce là dove spesso prevalgono smarrimento e paura. Una luce che chiede conversione, intesa come cambiamento profondo di mentalità e di prospettiva, per imparare a riconoscere e condividere i semi di bene presenti nella storia. In questo contesto si inserisce anche la chiamata dei primi discepoli, semplice e radicale allo stesso tempo: seguire Gesù lasciandosi trasformare da Lui. Un’immagine che illumina il senso del ministero del Lettorato, oggi ministero laicale fondato sul battesimo, al servizio delle comunità. Rivolgendosi agli istituendi, il vescovo li ha invitati a essere prima di tutto “innamorati della Parola”, lasciandosi plasmare da essa e aiutando altri a nutrirsi del Vangelo. Al termine della celebrazione, nel saluto finale, mons. Pellegrini ha raccolto la bellezza delle differenze che si sta vivendo nel Seminario diocesano che da qualche anno sta ospitando nella sua formazione giovani provenienti da altre diocesi nel mondo.

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