“Il Progetto Policoro nasce e vive dentro una rete territoriale che ha l’obiettivo di sostenere giovani, donne, immigrati e tutte quelle realtà che hanno bisogno di inclusione e accompagnamento. Il credito cooperativo si è dimostrato un partner affidabile nel promuovere un’economia che non può prescindere da un orientamento etico: come comunità cristiana non possiamo essere estranei alle relazioni sociali, ma siamo chiamati a fare la nostra parte”. Lo ha affermato sabato l’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, mons. Giovanni Intini, intervenendo all’incontro “Economia e pace – Impresa sostenibile”, promosso dall’arcidiocesi insieme al Progetto Policoro e a Federcasse, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni ecclesiali, del credito cooperativo e del mondo dell’economia civile. L’appuntamento – si legge in una nota – ha offerto l’occasione per approfondire il valore dell’impresa sostenibile come strumento capace di generare non solo crescita economica, ma anche coesione sociale, inclusione e sviluppo umano dei territori, ponendo al centro la dignità della persona e del lavoro, in particolare in relazione alle giovani generazioni.
A moderare l’incontro, don Mimmo Roma, parroco della basilica cattedrale di Brindisi, secondo cui “il microcredito è diventato un punto di riferimento per i cosiddetti soggetti non bancabili. È un percorso che accompagna le persone lungo tutto l’iter progettuale e rappresenta una reale opportunità per investire sul territorio, anche dopo esperienze maturate altrove”.
Per il presidente di Federcasse, Augusto Dell’Erba, “il Progetto Policoro intercetta bisogni piccoli ma reali, che spesso restano fuori dai circuiti bancari tradizionali. Consentire anche a chi non è considerato bancabile di accedere a un credito, seppur di importo contenuto, significa offrire fiducia, sostenere idee e favorire la permanenza dei giovani nei propri territori”. Un quadro più ampio sul rapporto tra lavoro, democrazia e sviluppo è stato offerto dal direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti, per il quale “il lavoro irrobustisce le democrazie solo se è dignitoso ed equamente retribuito. Oggi assistiamo alla migrazione di giovani altamente qualificati perché le condizioni economiche non sono competitive. Sostenere cooperative giovanili, se serie e sostenibili anche dal punto di vista ambientale e della governance, è una scelta strategica”.
Il legame tra accompagnamento, vocazione lavorativa e speranza concreta per i giovani è stato invece approfondito da Erika Basile, animatrice di comunità del Progetto Policoro Brindisi-Ostuni, secondo la quale “il Progetto Policoro accompagna gratuitamente i giovani non solo nella creazione di imprese, ma soprattutto nella scoperta della propria vocazione lavorativa. Sapere che esiste una possibilità concreta di restare o di tornare nei propri territori significa non dover rinunciare alle proprie radici”.