Omicidio a Minneapolis: p. Griffith (Basilica Saint Mary), “dolore e trauma indescrivibili”

(Foto AFP/SIR)

“Il mio cuore si spezza per la famiglia e gli amici che piangono la perdita di Alex e che senza dubbio sperimenteranno un dolore acuto a causa della sua morte”. Così padre Daniel Griffith, parroco e rettore della Basilica di Saint Mary a Minneapolis, sulla morte di Alex Pretti, infermiere di 37 anni ucciso sabato scorso da agenti della Border Patrol durante le proteste contro le operazioni dell’Ice. È la terza sparatoria da parte di agenti federali in tre settimane nella città del Minnesota, dopo l’uccisione di Renee Good il 7 gennaio. “La comunità delle Twin Cities sta vivendo un dolore e un trauma indescrivibili in questi giorni – scrive p. Griffith –. Questo continua ad essere un tempo di paura e angoscia, anche per i nostri fratelli e sorelle immigrati, molti dei quali restano a casa, comprensibilmente assenti dal lavoro, dalla scuola e dalla chiesa”. Ma, aggiunge il sacerdote, “nel mezzo della sofferenza e dello sgomento, i cittadini del Minnesota si stanno anche riunendo per parlare, per piangere e per pregare. La luce brilla nelle tenebre”. La messa di ieri sera alla Basilica è stata offerta per Alex Pretti, la sua famiglia e l’intera comunità.​​​​​​​​​​​​​​​​

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