“Anche in questi giorni, l’Ucraina è colpita da attacchi continui, che lasciano intere popolazioni esposte al freddo dell’inverno”. Lo ha detto il Papa, al termine dell’Angelus di ieri in piazza San Pietro. “Seguo con dolore quanto accade, sono vicino e prego per chi soffre”, ha proseguito: “Il protrarsi delle ostilità, con conseguenze sempre più gravi sui civili, allarga la frattura tra i popoli e allontana una pace giusta e duratura”. “Invito tutti a intensificare ancora gli sforzi per porre fine a questa guerra”, l’appello, che oltre ad esprimere la sua vicinanza a tutte le persone affette dalla lebbra, nella Giornata mondiale a loro dedicata, ha salutato “con affetto i ragazzi dell’Azione Cattolica di Roma, con i genitori, gli educatori e i sacerdoti, che hanno dato vita alla Carovana per la Pace”. “Cari bambini e ragazzi, vi ringrazio perché aiutate noi adulti a guardare il mondo da un’altra prospettiva”, le parole del Papa: “Quella della collaborazione tra persone e popoli diversi. Grazie! Siate operatori di pace a casa, a scuola, nello sport, dappertutto. Non siate mai violenti, né con le parole né con i gesti. Mai! Il male si vince solo con il bene”. “Insieme con questi ragazzi, preghiamo per la pace”, l’appello finale: “In Ucraina, in Medio Oriente e in ogni regione dove purtroppo si combatte per interessi che non sono quelli dei popoli. La pace si costruisce nel rispetto dei popoli!”.