“Dio è all’opera in ogni tempo e ogni momento è buono per il Signore, anche se non ci sentiamo pronti o la situazione non sembra la migliore”. Lo ha garantito il Papa, durante l’Angelus di ieri in piazza San Pietro, in cui commentando il brano evangelico sull’inizio della missione pubblica di Gesù ha osservato: “Anche nella nostra vita personale ed ecclesiale, talvolta a causa delle resistenze interiori o di circostanze che non giudichiamo favorevoli, noi pensiamo che non sia il momento giusto per annunciare il Vangelo, per prendere una decisione, per fare una scelta, per cambiare una situazione. Il rischio, però, è quello di rimanere bloccati nell’indecisione o prigionieri di una eccessiva prudenza, mentre il Vangelo ci chiede il rischio della fiducia”. Il Vangelo, inoltre, “ci dice che il Messia viene da Israele, ma supera i confini della propria terra per annunciare il Dio che si fa vicino a tutti, che non esclude nessuno, che non è venuto solo per chi è puro ma, anzi, si mescola nelle situazioni e nelle relazioni umane”. Anche noi cristiani, per Leone XIV, “dobbiamo vincere la tentazione di chiuderci: il Vangelo infatti va annunciato e vissuto in ogni circostanza e in ogni ambiente, perché sia lievito di fraternità e di pace tra le persone, tra le culture, le religioni e i popoli”.