Leone XIV: alla diocesi di Roma, “chiedersi se le nostre attività fanno crescere nella fede”

“Le nostre attività fanno crescere nella fede? Formano discepoli missionari? Aiutano a maturare responsabilità ecclesiali? Generano una fede adulta, capace di tradursi in scelte concrete di vita e di servizio?”. Sono le domande da farsi sulla qualità della formazione, raccomandate dal Papa alla diocesi di Roma nel discorso a San Giovanni in Laterano. “Si tratta di fermarsi insieme e di domandarsi, per ogni cosa che si fa: perché la facciamo? Quale intenzione evangelica ci muove, a quale bisogno reale intendiamo rispondere, in che modo questa scelta corrisponde alla missione della Chiesa?”, il metodo suggerito da Leone XIV. Il secondo passo è chiedersi: “perché otteniamo questi risultati e non altri? Perché alcune iniziative generano cammini e altre restano isolate? Perché alcune persone partecipano e altre rimangono ai margini? Dall’incontro tra le ragioni delle nostre scelte e le ragioni dei loro effetti nasce un discernimento autentico, che permette di riconoscere ciò che va mantenuto, valorizzato, corretto, abbandonato o avviato”. “Camminare insieme – non un anno, ma un cammino –, perché sia un vero discernimento e non un’iniziativa che si aggiunge alle altre”, l’indicazione di rotta: “Il vescovo non vi chiede di programmare nuove attività: vi propone un metodo comune di ascolto, di discernimento, di verifica e di conversione. I contenuti e le priorità restano affidati alla responsabilità delle vostre comunità, nei cinque ambiti che sono la catechesi e l’iniziazione cristiana, i giovani, la famiglia, la carità, le vocazioni, perché l’obiettivo è condividere uno stile pastorale, non uniformare le esperienze. E in questo le Prefetture sono chiamate a diventare sempre più luoghi di incontro, di confronto e di elaborazione pastorale condivisa”.

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