“Abbiamo conservato lo spirito originario dei padri nel far crescere la nostra comunità?” con questa domanda l’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, mons. Giovanni Intini, si è rivolto ai fedeli riuniti nella chiesa di San Francesco di Ostuni durante il Pontificale del patrono Sant’Oronzo. Riconoscendo la bellezza paesaggistica e architettonica della città, il presule ha denunciato le difficoltà amministrative e le logiche di potere egoistiche che rischiano di soffocare il bene comune a favore di pochi. Da qui il duro monito contro la speculazione: “non si possono ascoltare le sirene predatorie di chi propone uno scellerato baratto: la creazione di posti di lavoro con la distruzione dell’ambiente, nostra casa comune. Ostuni merita uno sviluppo sostenibile, inclusivo e rispettoso”. Richiamando l’enciclica Magnifica Humanitas, l’arcivescovo ha opposto due visioni: la Torre di Babele, simbolo dell’autosufficienza, del profitto e dell’omologazione che dividono le persone, e la Gerusalemme di Neemia, ricostruita dalle sue rovine grazie all’impegno condiviso di artigiani, famiglie e giovani. “Edificare la città significa trasformare le diversità in risorsa e fare del dialogo il terreno comune della fraternità”, ha sottolineato. Mons. Intini ha quindi chiesto spazio reale per la creatività dei giovani “che spesso vengono “usati” come specchietto per le allodole ma non viene lasciato spazio alle loro idee, alla creatività e alla loro visione del mondo”.