Oggi, mercoledì 26 agosto, ricorre la festa di Sant’Alessandro, patrono della diocesi di Bergamo. Stamattina, alle ore 10.30, nella cattedrale di Sant’Alessandro, santa messa solenne presieduta dal vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi, con la partecipazione della Cappella musicale del duomo di Bergamo. Sempre oggi, alle ore 17, nella cattedrale di Sant’Alessandro, vespri solenni presieduti dal vescovo, con la partecipazione del Capitolo della cattedrale e della Cappella musicale del duomo di Bergamo. Alle ore 18.30, nella basilica di Sant’Alessandro in Colonna santa messa presieduta dal vescovo Beschi, con la partecipazione del Coro dell’Immacolata.
“Custodire la comunità nella concordia” è il tema delle iniziative per la festa di Sant’Alessandro 2026. La Festa di Sant’Alessandro 2026 invita a riflettere sul rapporto tra città e comunità. Un antico proverbio latino lo dice con straordinaria chiarezza: Concordia civium murus urbium. La concordia dei cittadini è la più solida difesa di una città. Non sono solo le mura a renderla forte, ma la capacità di riconoscersi parte di una storia e di un destino comuni. Del resto, concordia significa letteralmente “cuori insieme”.
Oggi, mentre nelle città gli spazi e i tempi dell’incontro diventano più fragili, la concordia torna a essere una scelta concreta, un modo di abitare la città. È attraverso questa pratica quotidiana che una città diventa comunità e che la dimensione civile e quella ecclesiale si incontrano, unite dalla cura delle relazioni e del bene comune.
A Bergamo questa idea è scolpita nella pietra. Uno dei capitelli di Palazzo della Ragione è dedicato alla concordia civium e raffigura il podestà, i consoli e i rappresentanti dei quartieri che si prendono per mano: l’immagine di una città che riconosce nella corresponsabilità il fondamento del proprio futuro. Non è un caso che si trovi tra il Palazzo della Ragione e la Cattedrale di Sant’Alessandro, quasi a ricordare che la vita civile e quella spirituale crescono insieme quando si prendono cura della stessa comunità. Anche le Mura veneziane, nate per difendere la città, oggi sembrano rivolgere a tutti una domanda: che cosa merita davvero di essere custodito? La Festa di Sant’Alessandro prova a rispondere con un invito semplice e insieme esigente: custodire la comunità, nella concordia.