È morto ieri a Bogotá, dopo una breve agonia causata da un incidente domestico, all’età di 82 anni, il sacerdote gesuita Javier Giraldo Moreno, una delle persone che nella Chiesa si sono spese maggiormente, spesso in modo coraggioso e scomodo, per la costruzione della pace in Colombia e per il rispetto dei diritti umani. Per sostenere questa battaglia aveva fondato il centro studi Cinep, organismo oggi tra i più accreditati per le sue analisi, report e progetti sul territorio. Intervistato più volte dal Sir, era molto conosciuto in Italia per la sua vicinanza alla Comunità di pace nonviolenta di San José de Apartadó, seguita stabilmente dall’Operazione Colombia dell’associazione Giovanni XXIII. Padre Giraldo aveva contribuito a far nascere questa esperienza unica e l’ha sempre accompagnata
La comunità gesuita della Colombia, alla quale padre Giraldo apparteneva da oltre 60 anni, ha reso nota la notizia: “Oggi rendiamo grazie per la sua vocazione, per il suo generoso servizio al Vangelo e per la testimonianza che ci lascia come compagno di Gesù e servitore della Chiesa”, ha scritto la comunità sui propri social network. Commenta al Sir da Bogotá Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani: “Ho salutato il gesuita il 9 agosto scontro mentre prendeva un taxi per andare all’aereporto per presentare un libro sui diritti umani, a Barranquilla. Lo sentivo affaticato dopo l’operazione a cuore aperto del settembre scorso, a 81 anni, ma continuava a camminare tra mille impegni per la difesa dei diritti umani, contro l’impunità, per accompagnare tante comunità ecclesiali nel discernimento tra fede e politica. È una perdita importante per il movimento colombiano per la pace in un contesto complicato con un nuovo presidente seguace di Trump, che ha espresso l’intenzione di smantellare gli accordi di pace firmati nel 2016 e distruggere la prospettiva della “pace totale” prospettata dal predecessore, adottando una nuova ideologia della nuova destra delle Americhe”. Di recente, prosegue Morsolin, “padre Giraldo era riuscito a riportare i resti del ‘sacerdote guerrigliero’ padre Camilo Torres, fondatore della facoltà di Sociologia dell’Università Nazionale, proprio nella cappella dello stesso ateneo. Il gesuita era anche vicepresidente del Tribunale permanente dei Popoli, legato alla fondazione Lelio Basso di Roma, che lo ha fatto conoscere anche in Italia”.