In questi giorni l’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise, è in visita ufficiale alla comunità dell’Achiropita di San Paolo, in Brasile, un momento definito di “particolare significato” perché, per la prima volta, un arcivescovo rossanese raggiunge la comunità nata dalla fede e dalla tenacia degli emigrati rossanesi e calabresi che, agli inizi del Novecento, portarono con sé la devozione alla Madre Achiropita “quasi come il bene più prezioso della terra lasciata”. Il 30 agosto il presule parteciperà alla chiusura della centesima Festa di Nossa Senhora Achiropita, celebrata nel quartiere Bixiga-Bela Vista, dove il culto e la devozione alla Madonna Achiropita hanno trovato ampio spazi. Qui, infatti, nel 1926, gli emigrati calabresi portarono con sé l’immagine della Vergine, già venerata fin dal 1908 nell’altare domestico della famiglia Falcone. Da quella piccola casa di Rua Treze de Maio nacque una devozione che, nel corso del Novecento, ha dato vita a una parrocchia, a una festa popolare tra le più partecipate del Brasile e a un’identità comunitaria che unisce fede e cultura oltre al legame identitario. Mons. Aloise definisce il viaggio “anzitutto un pellegrinaggio di gratitudine e di comunione ecclesiale”, sottolineando come il centenario della chiesa dedicata a Maria Santissima Achiropita non rappresenti soltanto una ricorrenza, ma la memoria viva di una comunità che, pur lontana dalla Calabria, ha saputo trasformare la fede ricevuta “in una testimonianza capace di parlare alle nuove generazioni e di aprirsi all’intera città”. La visita dell’arcivescovo – spiega la diocesi – assume “il valore di un abbraccio tra due comunità che, pur separate da migliaia di chilometri, continuano a riconoscersi nella stessa Madre”. Rossano guarda a San Paolo “con gratitudine e orgoglio”, mentre la comunità brasiliana testimonia la capacità di custodire e donare il patrimonio spirituale ricevuto. Non una semplice presenza celebrativa, ma “un pellegrinaggio alle radici della fede e un segno concreto di comunione”. A cento anni dalla nascita della chiesa dell’Achiropita, la visita dell’arcivescovo vuole essere soprattutto “una parola di gratitudine: grazie a quanti hanno custodito questa devozione, grazie alle generazioni che l’hanno trasmessa, grazie a quanti continuano a viverla e a condividerla”.