Si intitola “La dignità non si trattiene – Oltre i CPR: per una società fondata sui diritti e sull’accoglienza” l’incontro pubblico in programma questa sera, alle 18.30, nel cortile dell’episcopio di Melfi, promosso dalla diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa insieme all’ufficio di Pastorale sociale, del lavoro e della legalità. Dopo l’introduzione di Donatina Allamprese, direttore dell’ufficio diocesano, interverranno l’avvocato Arturo Raffaele Covella, dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), e il medico infettivologo Nicola Cocco, della Società italiana di medicina delle migrazioni e della rete Mai più lager – No Cpr. Le conclusioni sono affidate al vescovo, mons. Ciro Fanelli. Il documento diocesano richiama il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, in cui si chiedeva di “preferire soluzioni alternative alla detenzione”, e le parole di Papa Leone XIV nel discorso dell’8 giugno scorso al Congresso spagnolo, secondo cui la risposta alla condizione di migranti e rifugiati “deve mettere al centro le persone” e andare “oltre la semplice gestione di flussi”, perché la discriminazione per origine, religione o condizione sociale viola “il principio universale dell’uguale dignità di tutti gli esseri umani”. “Come comunità ecclesiale sentiamo il dovere di non rimanere indifferenti”, si legge nella nota: accogliere l’altro “non è soltanto una questione sociale o modotica”, ma “una responsabilità umana e, per noi, evangelica”.