Ambiente: Acli Terra, al Meeting di Rimini con due appuntamenti per riflettere su colture, culture e nuove sfide del Mediterraneo

Dalla terra al mare, dalle colture agricole alle culture popolari, fino alle trasformazioni che stanno interessando il Mediterraneo e le comunità che vivono delle sue risorse. Acli Terra sarà presente alla 47ª edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini con due appuntamenti in programma martedì 25 agosto, dalle ore 14,30 alle 16,30, presso la Saletta workshop del padiglione Cdo (C1).
Due momenti distinti ma collegati da un unico filo conduttore: leggere i cambiamenti ambientali, economici e sociali attraverso il rapporto tra uomo, territorio, agricoltura e mare, mettendo a confronto competenze scientifiche, accademiche, economiche, associative e culturali.
Il primo appuntamento, promosso da Acli Terra, CdO Lazio e dall’iniziativa Colture & Culture, è il convegno “Le nuove e vecchie colture. Come cambiano le culture popolari e la pedagogia ambientale”.
L’incontro propone un confronto sul legame tra l’evoluzione delle pratiche agricole e i mutamenti culturali del Paese. Partendo dal dialogo tra colture agricole e culture popolari, il panel affronterà il rapporto tra le radici rurali tradizionali e le nuove esigenze legate alla sostenibilità, alla formazione e alla pedagogia ambientale rivolta alle giovani generazioni.
A seguire, dalle ore 15,30 alle 16,30, Acli Terra promuove il convegno “Mare, marinai e alieni. Il Mediterraneo che cambia tra fauna, flora, economia blu e storie di comunità nuove”.
L’incontro offrirà una riflessione a più voci sulle trasformazioni in corso nel bacino del Mediterraneo e sulle loro conseguenze ambientali, economiche e sociali. Attraverso il contributo di biologi marini, rappresentanti del mondo associativo e della cultura, saranno affrontati i cambiamenti della flora e della fauna marina, la diffusione delle specie aliene, il ruolo delle comunità di pescatori e le prospettive di sviluppo sostenibile dell’economia blu.
Sul tema della gestione delle specie aliene e sui rischi ambientali legati ai recenti scenari internazionali interviene il presidente nazionale di Acli Terra, Nicola Tavoletta: “I cambiamenti nel Mediterraneo si evidenziano in modo chiaro anche attraverso la presenza delle specie aliene: un fenomeno che va controllato e gestito con scientificità, senza cedere ad ansie o allarmismi mediatici, anche perché in diversi casi queste nuove specie rappresentano un’opportunità di diversificazione per la filiera ittica. Tuttavia, occorre massima vigilanza affinché l’azione dell’uomo non esasperi la situazione. Pensiamo al blocco navale nello Stretto di Hormuz: la stasi prolungata di circa 1.500 imbarcazioni rischia di innescare una vera e propria bioinvasione globale. Come evidenziato dai ricercatori nello studio pubblicato su Biological Invasions, dopo 10 giorni di stasi la crescita del biofouling — la giungla biologica di microbi, alghe, cozze e invertebrati sulle chiglie — diventa esponenziale, vanificando l’effetto delle vernici antivegetative che funzionano solo con il movimento dell’acqua”. “Questi ‘super invasori’ – aggiunge – viaggiano come autostoppisti verso ogni angolo del globo, minacciando di sopprimere le specie native, alterare le catene alimentari locali e veicolare patogeni. Per questo servono prevenzione, pulizia in acqua dei bastimenti con smaltimento corretto dei detriti e l’attivazione nei porti di tutto il mondo di reti di monitoraggio rapido con strumenti molecolari. La sicurezza umana e la tutela della biodiversità marina devono rimanere la priorità assoluta”.

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