La Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict Ets) esprime “profondo cordoglio” per la scomparsa di don Antonio Mazzi, sacerdote, educatore e fondatore della Fondazione Exodus, “una delle figure che più hanno segnato la storia dell’impegno educativo, del recupero dalle dipendenze e dell’accoglienza delle persone più fragili nel nostro Paese”.
“Don Antonio è stato un punto di riferimento nella battaglia educativa per i giovani e contro le droghe – dichiara il presidente della Fict, Luciano Squillaci -. È stato uno dei primi a comprendere che dietro ogni dipendenza c’era una persona da accogliere e una storia da ricostruire. Conosceva i ragazzi a uno a uno, li guardava negli occhi, ne custodiva il nome, le fragilità e la dignità. È questa la cifra più autentica del suo essere educatore e sacerdote”.
Squillaci aggiunge: “Grazie al suo straordinario carisma è riuscito a portare il tema delle fragilità e delle dipendenze fuori dalle comunità e dentro le case degli italiani, contribuendo in modo determinante ad abbattere lo stigma e i pregiudizi che per troppo tempo hanno accompagnato le persone con dipendenze e le loro famiglie. Ha dato voce a chi spesso non ne aveva una, aiutando il Paese a guardare con occhi diversi il disagio, senza paura e senza condanne”.
Il presidente della Fict ha avuto “il privilegio di conoscerlo e di apprezzarne la profonda umanità, la capacità di accogliere, di ascoltare e di aprirsi al confronto. Ci ha sempre accomunato la convinzione che ogni persona possa rinascere se incontra qualcuno disposto a credere in lei. Questa è l’eredità più preziosa che don Antonio lascia a tutti noi che ogni giorno lavoriamo accanto alle persone più fragili”.
La Fict si unisce al dolore della Fondazione Exodus, dei familiari, dei ragazzi e di tutta la comunità di Exodus, esprimendo “sincera vicinanza e profonda gratitudine per una vita interamente dedicata ai giovani e agli ultimi”.