Violenza su operatori sanitari: Ospedale Bambino Gesù, parte la campagna “Il rispetto è la prima cura”

(Foto Ospedale Bambino Gesù)

“Sono regole semplici, le capisce perfino un bambino!”, dice l’infermiere Alessandro alla dottoressa Aurora. Aurora e Alessandro sono due pazienti del Bambino Gesù, hanno 11 e 10 anni e sono i protagonisti della campagna “Il rispetto è la prima cura”, promossa dall’Ospedale in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari. Negli ultimi 5 anni le aggressioni, verbali e fisiche contro il personale del Bambino Gesù sono raddoppiate: dalle 28 del 2021 alle 64 del 2025. In Italia, nel 2024, gli episodi registrati sono stati circa 18.000. Numeri che raccontano una tendenza preoccupante e che chiamano in causa l’intero sistema sanitario. Per questo il Bambino Gesù lancia un messaggio chiaro: prendersi cura dei bambini significa anche prendersi cura delle relazioni e degli ambienti in cui la cura avviene. Perché il rispetto non è un dettaglio, ma il primo passo di ogni percorso di guarigione.
“Il rispetto è la prima cura” nasce con un obiettivo preciso: promuovere comportamenti corretti e consapevoli verso chi lavora in ospedale e verso gli spazi condivisi, per tutelare il benessere di personale, pazienti e famiglie. Ogni giorno medici, infermieri, operatori socio-sanitari e personale tecnico e amministrativo lavorano con impegno per garantire ai bambini le migliori cure possibili. Episodi di aggressività – anche solo verbale – compromettono la serenità di chi assiste e, di conseguenza, la qualità dell’assistenza. Allo stesso modo, la scarsa attenzione agli ambienti comuni può incidere sulla vivibilità e sull’accoglienza degli spazi ospedalieri. Affrontare questi temi significa rafforzare l’alleanza tra famiglie e operatori sanitari, che condividono lo stesso obiettivo: la salute dei bambini.
Il cuore creativo della campagna, che verrà lanciata domani in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza su operatori sanitari e socio-sanitari, è un ribaltamento simbolico dei ruoli: sono i piccoli pazienti a ricordare agli adulti le regole del rispetto. Attraverso video e contenuti diffusi sia all’interno dell’ospedale sia sui canali social e digitali, Alessandro e Aurora – in camice da infermiere e dottoressa – spiegano con semplicità e un pizzico di ironia quanto i comportamenti corretti siano fondamentali per chi lavora e per chi è in cura. La campagna si accompagna a un vademecum con sette semplici indicazioni, pensate in particolare per il Pronto Soccorso ma valide in tutto l’ospedale: “Per favore aspetta con pazienza, in pronto soccorso ogni caso ha la sua urgenza. In pronto soccorso non alzare la voce, spaventi i bambini e non aiuti il personale sanitario a fare il proprio lavoro. Affidati al personale sanitario, in pronto soccorso ogni caso è importante e viene valutato con attenzione. In ospedale non sei solo, rispetta chi ti sta accanto. Ricorda che l’ospedale è uno spazio condiviso, rispetta le sue regole e aspetta con pazienza. Basta un piccolo gesto a fare la differenza, lascia l’ospedale pulito. Teniamo l’ospedale pulito, insieme, rispetta questi spazi”.
Promuovere il rispetto significa anche rafforzare la collaborazione tra colleghi e favorire un clima di lavoro sereno, condizione essenziale per garantire cure di qualità. Ridurre gli episodi di aggressività, valorizzare il lavoro di squadra e sensibilizzare alla cura degli spazi comuni sono gli obiettivi dell’iniziativa, in un’ottica di miglioramento dell’esperienza ospedaliera.

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