In Italia non esistono dati certi di prevalenza nazionali sui disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna), ma solo dei trend. Un recente studio ad esempio ha analizzato schede di dimissione ospedaliera, accessi al Pronto Soccorso, registri post mortem ed esenzioni registrando un aumento su tutto il territorio nazionale e difficoltà di accesso alle cure in alcune Regioni che possono aggravare la previsione sul decorso di queste malattie. Per rispondere alla carenza, ricorda l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha preso il via il progetto “Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: monitoraggio epidemiologico del fenomeno per l’intercettazione precoce e una presa in carico tempestiva”, che entrerà nella fase operativa nelle prossime settimane e annunciato in vista della Giornata del fiocchetto lilla del 15 marzo. Tra gli enti partecipanti vi sono anche le Regioni Emilia-Romagna, Marche e Puglia.
Il progetto, realizzato con il supporto tecnico e finanziario del ministero della Salute-Ccm, prevede l’utilizzo di una piattaforma nazionale Iss già esistente e attiva per il monitoraggio dei centri sul territorio (piattatormadisturbialimentari.iss.it), favorendo la registrazione delle strutture pubbliche e private accreditate che non lo hanno ancora fatto, l’analisi secondo un modello prestabilito dei flussi informativi provenienti dalle Regioni relativi ai ricoveri ordinari e in day hospital, delle prestazioni a livello territoriale e ospedaliero, semi-residenziale e residenziale, degli accessi al pronto soccorso e del tasso di mortalità e dei suicidi o tentati suicidi. L’analisi dei dati raccolti consentirà di rilevare eventuali criticità nel percorso assistenziale (ad esempio nella delicata fase della transizione) e di implementare servizi o equipe trasversali che garantiscano la continuità della presa in carico per le persone con disturbi della nutrizione dell’alimentazione.
“L’Istituto superiore di sanità – spiega Rocco Bellantone, presidente dell’Iss – vuole con questo inizio del monitoraggio fare un’azione concreta, di concerto col ministero della Salute, per dare un’entità e una dimensione concreta al problema dei disturbi dell’alimentazione e nutrizione. Avremo uno strumento importante a disposizione per poter avere una mappa reale dei bisogni, intercettare precocemente questi disturbi e inserire chi ne è colpito in un processo di presa in carico multidisciplinare che abbia carattere stabile e continuativo”.
“L’obiettivo del progetto – sottolinea la referente per l’Iss, Maria Luisa Scattoni – è un monitoraggio epidemiologico permanente che consenta di ottenere dati aggiornati, a tutti i livelli di assistenza sanitaria, sia in età evolutiva che adulta, che possano fornire informazioni e indicatori utili a definire e programmare interventi, politiche sanitarie e percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (Pdta)”.