(Strasburgo) “Rocco Chinnici ha compiuto il suo dovere di magistrato con una capacità di visione e di innovazione non comune; e con le sue intuizioni normative, metodologiche, investigative ed operative ha dato avvio a una stagione nuova, a un cammino irreversibile che ha plasmato il sistema antimafia. Ecco perché il suo sacrificio, come quello degli altri magistrati, di uomini e donne delle forze dell’ordine e dei rappresentanti delle istituzioni, non è stato vano”. Sono parole di Caterina Chinnici (nella foto sopra), figlia del magistrato Rocco Chinnici, vittima di mafia, lei stessa magistrato e ora eurodeputata, la quale ospita a Strasburgo, nella sede del Parlamento europeo, la mostra fotografica “Le rose spezzate e il metodo Chinnici in Europa”. La mostra ripercorre le vicende umane e professionali di 28 magistrati italiani caduti nell’adempimento del dovere e nella lotta alla mafia e al terrorismo. Fra questi (solo per fare alcuni nomi): lo stesso Chinnici, Falcone e Borsellino, Francesca Morvillo, Rosario Livatino, Emilio Alessandrini, Giangiacomo Ciaccio Montalto, Guido Galli, Vittorio Occorsio, Pietro Scaglione, Antonio Scopelliti.

(Foto SIR)
All’inaugurazione della mostra hanno partecipato numerose persone, fra queste diversi “baby sindaci”, provenienti da diverse città italiane, accompagnati da alcuni sindaci e insegnanti. È quindi intervenuta Roberta Metsola, presidente dell’Europarlamento, ricordando la “limpida figura” di Rocco Chinnici. Ha spiegato che “la criminalità organizzata non è affatto scomparsa, si è adattata ai tempi nuovi”, “è una sfida europea”, e per questo dev’essere combattuta da tutte le istituzioni (politica, magistratura, forze dell’ordine) ma anche nella società civile e nelle scuole con un’opera educativa e di sensibilizzazione.