Medio Oriente: Von der Leyen, “non verseremo lacrime per il regime dell’Iran”. Energia: rinnovabili e nucleare

(Strasburgo) “Non verseremo lacrime per il regime dell’Iran. Molti iraniani hanno celebrato la caduta di Khamenei e sperano che questo momento possa aprire la strada verso un Iran libero. Il popolo merita libertà, dignità e il diritto di decidere il suo futuro”. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è espressa così durante la plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo. Un intervento che ha toccato alcuni temi della questione mediorientale. “17mila persone sono state uccise mentre il regime si aggrappava al potere. Ma sono crimini che risalgono anche a decenni fa. Ha imprigionato e torturato i propri cittadini, ha sostenuto il terrorismo in tutta la regione. Ha dato sostegno alla guerra della Russia contro l’Ucraina”. “L’Unione europea – ha poi affermato Von der Leyen – è nata come progetto di pace. Il nostro impegno incrollabile per la pace, per i principi della Carta delle Nazioni Unite e per il diritto internazionale è oggi centrale quanto lo era al momento della nostra fondazione”.
“Ora la prima responsabilità dell’Ue è la protezione dei propri cittadini e la preparazione alle conseguenze del conflitto”. Ha quindi confermato la solidarietà a Cipro, presa di mira dall’Iran: “La vostra sicurezza è la nostra sicurezza”.
E più avanti: “Stiamo già vedendo l’impatto della situazione in Medio Oriente sull’energia. I nostri sforzi di diversificazione stanno dando risultati. Ma questo non significa che siamo immuni agli shock dei prezzi. Dall’inizio del conflitto i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%. Tradotto in euro: dieci giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei 3 miliardi”. Nell’affermare che l’Ue dispone di fonti di energia prodotte in casa ha citato le rinnovabili e il nucleare. “I loro prezzi sono rimasti gli stessi negli ultimi dieci giorni. Eppure, nella crisi attuale, alcuni sostengono che dovremmo abbandonare la nostra strategia di lungo periodo e perfino tornare ai combustibili fossili russi. Sarebbe un errore strategico. Ci renderebbe più dipendenti”. Ha quindi affermato che il ritorno al gas russo sarebbe un errore.
Dopo l’intervento della presidente della Commissione si è svolto un dibattito in emiciclo: molte le obiezioni sollevate da numerosi eurodeputati alle posizioni della Von der Leyen a proposito del sostegno alla guerra innescata da Usa e Israele contro l’Iran, della subalternità dell’Ue, della mancata difesa del valore della pace, della scelta per il nucleare.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa