“Ancora una volta, ci troviamo a piangere un collega ucciso mentre portava aiuto. Non è possibile accettare che gli operatori umanitari perdano la vita mentre sono impegnati a salvare vite e che venga impedito loro di assistere chi si trova nel momento del bisogno”. È questo il commento del presidente della Croce rossa italiana, Rosario Valastro, a seguito della morte di Youssef Assaf, soccorritore della Croce rossa libanese morto a seguito delle ferite riportate mentre era in servizio in ambulanza nelle aree interessate dalle ostilità.
“Rivolgiamo le più sincere condoglianze alla famiglia di Youssef e ai colleghi della Consorella per questa perdita che punta nuovamente l’attenzione su un fenomeno, quello degli attacchi agli operatori in zone di conflitto, che purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, è diventato frequente. Questa nuova tragedia sottolinea, come stabilito dalle Convenzioni di Ginevra e dal diritto internazionale umanitario, l’importanza di rispettare e proteggere il personale medico, le ambulanze e i pazienti, affinché sia possibile garantire supporto, conforto, cure, Dignità a chi soffre. È necessario riportare l’umanità in primo piano. Le guerre hanno delle regole e devono essere rispettate. Lo diciamo da sempre, lo ribadiamo davanti ai conflitti dei nostri giorni e non ci stancheremo di continuare a farlo”, ha concluso Valastro.