Iraq: card. Sako (patriarca) saluta la diocesi dopo “13 anni di amore pastorale, accompagnamento e crescita”

Card. Sako con Papa Francesco (Foto redazione)

“Due anni fa, quando ho compiuto 75 anni, ho iniziato a pensare di presentare le mie dimissioni, e ne avevo già parlato con il defunto Papa Francesco, ma lui mi incoraggiò a rimanere. Ieri mattina, 9 marzo, ho deciso, in piena libertà, di presentarle a Papa Leone XIV, affinché possa dedicarmi con tranquillità alla preghiera, alla scrittura e al servizio semplice. Per evitare qualsiasi interpretazione errata, confermo che nessuno mi ha costretto a farlo; sono stato io a chiedere le dimissioni di mia spontanea volontà”. Comincia così il messaggio del card. Louis Raphael Sako, patriarca caldeo di Baghdad, diffuso attraverso la rete del Patriarcato, subito dopo la notizia delle sue dimissioni per motivi di età. “Ho guidato la Chiesa Caldea in circostanze estremamente difficili e tra grandi sfide – scrive Mar Sako -. Ho preservato l’unità delle sue istituzioni e non ho risparmiato alcuno sforzo nel difenderla e nel difendere i diritti degli iracheni e dei cristiani, assumendo posizioni e mantenendo una presenza sia dentro che fuori dal Paese. I miei 13 anni come Patriarca sono stati anni di amore pastorale, accompagnamento e crescita. Ringrazio Dio per la grazia dell’amore che mi ha donato, concedendomi affetto agli occhi di molti e benedicendomi con momenti belli. Ringrazio in modo particolare la mia famiglia e coloro con cui ho vissuto come sacerdote a Mosul, come vescovo a Kirkuk e come patriarca a Baghdad. Sono stati davvero la mia vera famiglia, e ne sono grato”. Nel messaggio il patriarca ringrazia i in maniera speciale i suoi collaboratori: il vescovo Basilios Yaldo, la segretaria Ekhlass Macdassy, i sacerdoti di Baghdad e il personale del Patriarcato. Non li dimenticherò nelle mie preghiere. Chiedo anche sinceramente perdono a chiunque io possa aver offeso”. In questi tempi difficili, aggiunge il patriarca, “spero che la guida della Chiesa Caldea sia affidata a un patriarca che possieda una solida cultura teologica, coraggio e saggezza — qualcuno che creda nel rinnovamento, nell’apertura e nel dialogo, e che abbia anche senso dell’umorismo. Lo rispetterò e non interferirò mai nel suo lavoro. Sono certo che Dio si prenderà cura della sua Chiesa”. Il messaggio di Mar Sako termina con un riferimento al suo testamento, “scritto quando ero ancora sacerdote e ho rinnovato più volte”: “Possiedo circa quaranta milioni di dinari iracheni, cinquemila dollari statunitensi e cinquemila euro, provenienti dai miei stipendi durante 52 anni di servizio sacerdotale, oltre a un’altra somma che rappresenta la mia parte dalla vendita della casa di famiglia a Mosul. Non possiedo una casa né un’auto, ma la mia vera ricchezza è il mio servizio devoto e i 45 libri e numerosi articoli che ho pubblicato”.

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