A quasi diciassette anni dal sisma del 2009, L’Aquila torna a essere luogo di confronto nazionale con il terzo convegno su “Il Terremoto dell’Anima”, in programma il prossimo 28 marzo e presentato questa mattina. Una tappa che consolida un percorso avviato nel 2019 e proseguito nel 2023, dedicato alla lettura profonda delle ferite lasciate dalle calamità naturali. Il focus di quest’anno, spiegano dall’arcidiocesi abruzzese, è la “comunità ferita: non solo le persone direttamente colpite, ma il tessuto sociale, culturale e spirituale che risente a lungo delle conseguenze del trauma. Famiglie, istituzioni, scuole, Chiesa e sistemi sanitari sono chiamati a misurarsi con cicatrici visibili e invisibili, spesso aggravate da narrazioni distorte e silenzi che la comunicazione etica ha il compito di rompere”. Nel solco tracciato dal card. Giuseppe Petrocchi, (allora arcivescovo de L’Aquila, ndr.), che ha promosso una pastorale dell’emergenza capace di unire soccorso, accompagnamento e ricostruzione interiore, il convegno riafferma “la necessità di risposte strutturate: non basta l’immediatezza del primo intervento, serve un cammino continuativo, sostenuto da formazione qualificata e da un’alleanza stabile tra Chiesa, istituzioni e mondo scientifico”. L’incontro, organizzato dalla Chiesa aquilana insieme a Caritas Italiana e all’ISSR “Fides et Ratio”, riunirà voci di ambito ecclesiale, accademico, sanitario e sociale. I lavori saranno moderati da don Daniele Pinton, Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale dell’Emergenza e Preside dell’ISSR “Fides et Ratio” di L’Aquila e aperti dai saluti istituzionali di mons. Antonio D’Angelo, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, e dalle autorità regionali e comunali. Il Convegno entrerà nel vivo con una serie di relazioni e comunicazioni che offriranno una lettura integrata del trauma, delle sue conseguenze e delle possibilità di cura e di ricostruzione. Il primo intervento sarà a cura del card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, con una riflessione sulle comunità ferite nel contesto globale, segnato da guerre e fragilità diffuse. Seguiranno quelli del card. Petrocchi, del sociologo Giancarlo Cursi, del Colonnello Alessandro Tassi, dell’Avv. Maurizio Scelli e del prof. Franco Marinangeli, che offriranno letture complementari del trauma e delle vie di resilienza. Il Convegno si concluderà con un appello condiviso: “la ricostruzione più difficile è quella dell’anima, e può compiersi solo attraverso una corresponsabilità diffusa, capace di trasformare il dolore in futuro”.