“Noi tutti radunati lavoriamo insieme, però molto separati a volte, e trovarci in preghiera è anche un momento molto importante della nostra vita, riflettendo su tante questioni che sono importanti per la nostra vita e per la Chiesa”. Lo ha detto il Papa, al termine degli esercizi spirituali di Quaresima in Vaticano, nella Cappella Paolina. Ripercorrendo i temi trattati dal predicatore, mons. Erik Varden, Leone XIV ha citato il riferimento al Dottore della Chiesa John Henry Newman e alla poesia “Il sogno di Geronzio”, dove Newman “usa la morte e il giudizio di Geronzio come un prisma attraverso cui il lettore è condotto a contemplare la propria paura della morte e il proprio senso di indegnità davanti a Dio”. “Ci sono altri elementi come la libertà, la verità, tanto importanti nella nostra vita”, ha commentato il Pontefice, che ha rivelato: “questa sera, con la riflessione sulla speranza e sulla vera fonte della speranza che è Cristo, io sono tornato a rileggere la Lettera ai Filippesi”. Poi la citazione del testo di san Paolo: “Ma se il vivere nel corpo significa lavorare con frutto, non so davvero cosa scegliere. Sono stretto infatti tra queste due cose: ho il desiderio di lasciare questa vita per essere con Cristo, il che sarebbe assai meglio, ma per voi è più necessario che io rimanga nel corpo. Persuaso da questo, so che rimarrò e continuerò a rimanere in mezzo a tutti voi per il progresso e per la gioia della vostra fede”. “Comportatevi dunque in modo degno del Vangelo di Cristo”, l’invito di san Paolo: “questo è l’invito alla fine di questi giorni di preghiera e di riflessione, che la stessa Parola di Dio rivolge a tutti noi”, ha commentato il Papa, ringraziando a nome di tutti i presenti mons. Varden, “per tutto ciò che ci ha offerto in questi giorni”: “La saggezza, questa testimonianza sua e della vita monastica di san Bernardo, la ricchezza delle sue riflessioni, saranno ancora per molto tempo fonte di benedizione per noi, di grazia, di incontro con Gesù Cristo”, ha assicurato.