Francia: vescovi, “dare deliberatamente la morte non può costituire un progresso umano”

“Dare deliberatamente la morte non può costituire un progresso umano”. È quanto afferma la Conferenza episcopale di Francia (Cef) nella dichiarazione diffusa oggi in reazione al voto solenne dell’Assemblea nazionale del 25 febbraio, che ha approvato le proposte di legge sull’accompagnamento, le cure palliative e il cosiddetto “aiuto a morire”, ossia l’eutanasia e il suicidio assistito. I vescovi francesi esprimono “con gravità la loro profonda opposizione” alla legalizzazione dell’eutanasia, sottolineando che il testo è passato con uno scarto di voti ridotto e con un numero crescente di contrari, “manifestando un’importante frattura in seno alla rappresentazione nazionale”. La Cef avverte che “legalizzare l’aiuto a morire non è un semplice aggiustamento tecnico del diritto: si tratta in realtà di uno slittamento antropologico che modifica in profondità i punti di riferimento della società”. I vescovi rimproverano al Parlamento di non aver tenuto conto delle preoccupazioni di medici, giuristi, filosofi e rappresentanti dei pazienti sui rischi di pressioni sulle persone vulnerabili e sulla “trasformazione radicale della missione del medico”. La Cef si dice tuttavia soddisfatta per il rafforzamento delle cure palliative, definito “un imperativo di giustizia”. I vescovi contano sulla prosecuzione del processo parlamentare per riaffermare che “una società veramente fraterna si riconosce dal modo in cui circonda i più fragili”.

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