“Integrazione significa inserire le persone nel tessuto sociale esistente: sulla base di regole chiare, responsabilità reciproca e rispetto della legge, del territorio, della cultura e delle istituzioni”. Così il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Ivo Muser, in un comunicato diffuso oggi in vista della manifestazione prevista domani a Bolzano con lo slogan “Remigrazione”. Il presule definisce il termine “sinonimo di emarginazione” che “contraddice la visione cristiana della persona” e “maschera politiche sistematiche di esclusione”: “una parola nuova per una retorica antica che colpisce la dignità delle persone”. Mons. Muser ricorda che “il linguaggio non è neutro: anche i termini influenzano gli obiettivi politici e gli atteggiamenti sociali”. La remigrazione, osserva, “non mira all’integrazione ma alla separazione”: mentre l’integrazione è “orientata alla convivenza”, la remigrazione “punta all’allontanamento”. Il fondamento della posizione del vescovo sono i diritti umani: “La visione cristiana della persona non conosce graduazione della dignità a motivo dell’origine o della nazionalità”. E aggiunge: “Sono necessarie leggi per una migrazione ordinata, ma non allontaniamo le persone in modo indiscriminato né le cacciamo”. La diocesi aderisce alla contro-manifestazione: sarà rappresentata domani dal vicario generale Eugen Runggaldier.