Ucraina: WeWorld, “guerra ruba ai bambini non solo il futuro, ma anche il sonno. Creati spazi sicuri, per offrire protezione e supporto psicosociale”

A quattro anni dall’inizio del conflitto, in Ucraina l’emergenza per l’infanzia continua e si aggrava. A un quadro già segnato da insicurezza, sfollamenti e interruzioni scolastiche si è aggiunto uno degli inverni più rigidi degli ultimi anni con temperature fino a -20 °C e nuovi attacchi alle infrastrutture energetiche che hanno causato blackout e carenze di riscaldamento e acqua in molte aree del Paese. Per milioni di bambine e bambini questo significa non solo vivere sotto le sirene, ma studiare e dormire al freddo, spesso in rifugi sotterranei. In questo contesto, il sonno — e quindi il sogno — diventa un bisogno primario negato. “Quando parliamo di diritto al sogno in Ucraina non parliamo solo di speranza nel futuro: parliamo anche del diritto a dormire sonni tranquilli. Oggi per molte bambine e molti bambini ogni notte è interrotta dagli allarmi e dagli attacchi. Anche con temperature fino a meno venti gradi devono svegliarsi, uscire al freddo e scendere nei bunker con una piccola luce, aspettando che tutto passi. Pensiamo a cosa significa affrontarlo senza una figura genitoriale che possa rassicurare e proteggere – spiega Piero Meda, direttore Paese di WeWorld Ucraina –. Per questo creiamo spazi sicuri dove possano incontrarsi, studiare, giocare e costruire relazioni in modo protetto. Sono luoghi che restituiscono routine e fiducia dopo anni di isolamento. Con le e i minori senza cure parentali il lavoro è ancora più delicato: non si tratta solo di reinserimento scolastico, ma di reintegrazione nella vita sociale. In guerra sono tra le persone più vulnerabili e hanno bisogno di continuità, protezione e supporto psicologico per tornare a sentirsi al sicuro e ricominciare a immaginare il futuro”.
Oggi sono oltre 330 i bambini e gli adolescenti supportati a Kyiv grazie agli interventi di WeWorld, organizzazione italiana impegnata da oltre 50 anni nella difesa dei diritti di donne, bambini e bambine, dai margini al centro. In coordinamento con il Servizio per l’infanzia e le famiglie della città, l’intervento raggiunge 130 minori in 19 case famiglia e 200 bambini e adolescenti tra i 6 e i 18 anni in 4 strutture istituzionali, con programmi educativi, protezione e supporto psicosociale.
Negli ultimi anni, l’organizzazione ha condotto diverse sessioni di supporto alla salute mentale e psicosociale, con persone adulte e minori, raggiungendo un totale di 7.344 persone nel Paese.
Per rispondere all’emergenza, WeWorld insieme al partner locale Phk ha attivato nelle aree più colpite dal conflitto centri sicuri per bambini e bambine in spazi protetti e sotterranei, dove ogni giorno vengono offerte attività educative, ricreative e di sostegno psicologico. Anche le figure genitoriali possono accedere a sostegno psicologico, fondamentale in un contesto di stress prolungato.
Per le adolescenti, anche la gestione delle mestruazioni diventa più complessa quando mancano servizi adeguati, acqua calda, spazi privati e figure adulte di riferimento. Gli spostamenti forzati e la permanenza in strutture condivise aumentano inoltre i rischi per la sicurezza personale. Per questo WeWorld ha sviluppato il Diario di Maria, strumento educativo in lingua ucraina che accompagna le ragazze nelle prime mestruazioni con informazioni corrette e indicazioni pratiche sull’igiene mestruale anche in contesti di emergenza.

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