Ucraina: Com. Sant’Egidio, a 4 anni di guerra domani veglia di preghiera con il card. Zuppi a Santa Maria in Trastevere

Nel tragico anniversario di 4 anni di guerra in Ucraina, che ricorre domani, 24 febbraio, il card. Matteo Maria Zuppi presiederà una veglia di preghiera per la pace, che si terrà a Roma nella basilica di Santa Maria in Trastevere, alle 20. Il popolo ucraino – si legge in un comunicato della Sant’Egidio – sta pagando un prezzo enorme, con troppe vittime: 15mila civili uccisi, secondo l’Onu, con un incremento del 31% nel 2025. E secondo stime attendibili sono 450mila i caduti tra i soldati da entrambe le parti e oltre un milione i feriti. Nel paese si calcolano 10,8 milioni di persone vulnerabili su una popolazione scesa, dal febbraio 2022, a 29 milioni: praticamente una famiglia ucraina su tre ha bisogno di assistenza umanitaria.
4 anni di guerra – si legge ancora nel comunicato – hanno visto un crescente impegno di solidarietà della Comunità di Sant’Egidio in Ucraina. Grazie a una radicata presenza nel paese dal 1991, fin dai primi giorni dopo l’invasione russa Sant’Egidio ha realizzato un’estesa rete di aiuti umanitari con cinque centri per sfollati interni (3 a Kiev, 1 a Leopoli e 1 a Ivano-Frankivsk) e distribuzioni nelle regioni vicine alla linea del fronte, in particolare a Kramatorsk, Nikopol, Kharkiv e Sumy. Dall’inizio del conflitto ad oggi la Comunità ha inviato 213 carichi, per un totale di 4.450 tonnellate di aiuti umanitari: 750mila persone hanno ricevuto generi alimentari, abbigliamento, prodotti per l’igiene, mentre 2 milioni di persone hanno usufruito di aiuti sanitari. “L’Ucraina ha bisogno di pace e l’impegno umanitario aiuta a liberare dalla violenza, dall’odio, dalla disumanità”, scrive Sant’Egidio. “Per questo c’è bisogno di un sostegno largo e generoso, che non può affievolirsi, ma anzi deve rafforzarsi: dopo 4 anni di guerra, investire sull’aiuto alla popolazione è l’unico modo per dare un futuro all’Ucraina, perché la solidarietà costruisce già oggi un pezzo di pace. Nel buio e nel gelo che avvolgono l’Ucraina l’impegno umanitario è una luce che può consentire di scorgere la pace e guardare al futuro con speranza”.

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