Cuba: testimonianza anonima al Sir. “A L’Avana brucia la spazzatura, strade sempre più vuote per mancanza di carburante”. Le proteste dei giovani e la repressione

Peggiora la situazione a Cuba, dove aumentano crisi economica ed energetica, ma anche scoraggiamento ed esasperazione, da parte della popolazione. Con il relativo inasprimento della repressione. A denunciarlo, al Sir, una voce ecclesiale anonima, direttamente dalla capitale, L’Avana. “Crescono a L’Avana i roghi dei cumuli di spazzatura, a cui la gente dà fuoco, diffondendo fumo tossico. È un po’ per protesta e un po’ per l’esasperazione per l’immondizia non raccolta – il racconto –. Nei giorni scorsi, “una rivolta nel carcere di Ciego de Ávila, dove sono detenuti anche i detenuti ‘politici’. Una rivolta nata “a causa delle condizioni disumane, la violenza delle guardie, l’indifferenza verso il sistema. C’è stata una pesante repressione, con almeno sei morti”.
Non mancano nuove e originali forme di protesta, anche queste represse dal regime: “Da qualche settimana hanno detenuto due giovani cristiani evangelici della Chiesa battista, che hanno creato un centro digitale di divulgazione (“El 4tico”) denunciando attraverso i social il sistema e le ingiustizie. Altri giovani hanno creato il gruppo ‘Fuera de la caja’, cercando di denunciare le storture delle autorità e aiutare la gente a pensare”. Nel frattempo, prosegue la fonte del Sir, “per le strade ogni giorno diminuiscono le auto in circolazione, per via della mancanza di carburante. Il diesel è introvabile, per la benzina ci si deve iscrivere a un sito governativo, e per il proprio turno, consistente in soli 20 litri, bisogna attendere un paio di mesi. Già alcune imprese di consegna a domicilio hanno sospeso le vendite e le consegne. I cinesi si fanno presenti con la vendita di auto elettriche, e importando grandi cisterne di carburante acquistabili”.

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