Vittorio Bachelet: Bindi, “chi restituisce a Dio la propria vita è capace di servire la comunità”​​​​​​​​​​​​​​​​

“Bachelet ci ha insegnato che solo chi è capace di restituire a Dio la propria vita è anche capace di servire la comunità dei suoi e di onorare l’irrinunciabile valore democratico della laicità, iscritto con sapienza nella Costituzione italiana”. Lo ha detto Rosy Bindi, già ministra della Repubblica, nell’intervento al 46° Convegno Bachelet, inaugurato oggi a Roma nell’Aula Magna dell’Università La Sapienza alla presenza del presidente della Repubblica, nel centenario della nascita di Vittorio Bachelet. Ricordando il “martirio laico” — definizione del card. Carlo Maria Martini — del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura assassinato dalle Brigate Rosse il 12 febbraio 1980 nella stessa università, Bindi ha tracciato il profilo di un uomo capace di trasformare, “con un semplice intervento, uno scontro di tesi in un incontro di anime”. Al centro della sua eredità, la “scelta religiosa” con cui Bachelet guidò il rinnovamento dell’Aci, abbandonando ogni collateralismo con la politica per affermare “il primato della Parola e dell’Eucaristia”. Come amava ripetere: “Quando l’aratro della storia scava a fondo è necessario gettare seme buono. Quel seme è il Vangelo dal quale tutto il resto prende significato, anche l’impegno culturale, sociale, politico”.

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